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RECENSIONE
29/01/2015

Quasi tre lustri di vita per gli Harry Fotter, che hanno deciso di festeggiare con un sesto lavoro adrenalinico, privo di fronzoli e dagli intenti chiari sin dal titolo: “Nient’altro che un punk rocker”.

Nient’altro che punk rock, infatti, ci assale spudoratamente in questo album dal forte spirito adolescenziale. L’intro del disco già non lascia dubbi, con una frase tratta dal film cult “SLC Punk”, che fa da apripista al brano “Generazione Punk 80-86”, inno nostalgico ma un po’ scontato, quasi una dichiarazione d’amore per un genere musicale che va ben oltre la musica, diventando un vero e proprio stile di vita.
Siamo lontani comunque dal punk originario, quello del no-future, delle ferite sanguinanti e dal nichilismo più estremo. I siciliani Harry Fotter sono arrabbiati ma anche goliardici e seguono la scia del pop punk in salsa italiana, dai Punkreas ai Peter Punk.
Eccessivo forse lo spazio dedicato alle storie d’amore, che, in diverse sfumature, hanno il pieno dominio sui temi di questo album, ma per fortuna c’è spazio anche per altre ispirazioni, come ad esempio in “Questo Caffè”, uno dei brani più riusciti del disco, in cui si condanna simpaticamente l’ipocrisia dei politici.

In generale gli Harry Fotter amano cantare di emarginati e reietti, gente che vive il disagio e che non si è fatta omologare dal sistema, nel bene e nel male; e anche la conclusione, affidata alla cover di “Niki” dei Prozac +, conferma questo interesse, che forse andrebbe maggiormente coltivato e approfondito per provare a spingersi oltre i luoghi comuni.

Tracklist

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