16/01/2015

Col suo bel gruzzoletto di nove recensioni in appena due anni HAL dovrebbe essere – a occhio e croce – uno degli artisti più recensiti nella storia di Rockit. Dal sottoscritto sicuramente, visto che l’iper-fecondo smanettone lombardo ha incrociato la mia penna per ben quattro volte…Cinque, con questa! E altre ce ne saranno, purtroppo o per fortuna, conoscendo lo stakanovismo creativo del Nostro.
La sua rimane un po’ l’elettronica dei “corsi e ricorsi storici”, in quel suo procedere per cicliche rivisitazioni che toccano, a turno, l’Italo-disco, il cosmic-rock tedesco, l’elettropop mitteleuropeo e la lisergica dancefloor contemporanea, per poi ricominciare il giro da capo. Certo, sempre con stile e freschezza, ma pur sempre dentro quel quadrilatero musicale dal quale, forse, non uscirà più vivo.

A questo giro è il singolo “The coming race” (chissà perché il titolo mi ricorda “Optical race” dei Tangerine Dream?) a ribadire la notoria abilità di HAL nel sapersi destreggiare, con disinvoltura, dentro una selva di diavolerie analogiche: ben quasi nove minuti di ronzante ambient siderale che sembrano emulare il cortocircuito ante mortem di un androide venusiano, applicando le dinamiche di un vero e proprio piano-sequenza mono-frequenziale.
Vivamente consigliato a chiunque desiderasse provare – comodamente seduto sul proprio divano – l’ebbrezza di una sospensione cerebrale a due passi da Venere.

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La recensione HAL - Recensione - THE COMING RACE di Antonio Belmonte è apparsa su Rockit.it il 23/07/2019

Tracklist

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