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album s/t Moleskin

recensione Moleskin s/t

Stout Music / Audioglobe 2003 - Rock, Alternativo

RECENSIONE
17/09/2003

Con un percorso sofferto e comune a molti gruppi dell’italico panorama in un momento di oggettiva crisi, non solo economica, del settore discografico, i Moleskin arrivano al debutto ufficiale, licenziando per la piccola ma agguerrita Stoutmusic un album registrato due anni prima e mixato a distanza di quattro mesi dalle registrazioni. Ma i tempi, oggi, sono questi, almeno per chi si muove in un determinato ambito artistico…
Non si tratta di un disco univoco poiché in esso convivono tendenze diverse le quali, se fanno intuire il complesso percorso musicale della band, rischiano a volte di lasciare appena interdetto l’ascoltatore. Si può chiaramente identificare, comunque, una vena ispirativa su cui la band sembra essere sintonizzata in maniera più coerente e attualizzata, ovvero quella di un rock lento ed emozionale, ricercato nei suoni, negli arrangiamenti e con testi nettamente al di sopra della media sia per contenuti che per stile - fatto, quest’ultimo, sempre troppo sottovalutato. Se proprio volessimo dare un riferimento, si potrebbero tirare in ballo certi Muse o i Radiohead di qualche anno fa, ma sia ben chiaro che si parla di suggestioni: non ci troviamo affatto di fronte a imitazioni pedisseque di un modello (e basta ascoltare “.b.s.e.” o “Night”, per rendersene conto).

Paradossalmente, a fronte di una ricercata delicatezza nelle scelte musicali, di una raffinata e lirica introspezione nei testi, di una vocalità morbida ed elegantemente sofferta, in una sorta di convinta aspirazione alla fragilità, i Moleskin proprio non riescono a risultare deboli: la solidità dell’impianto, specie nella ritmica, si affaccia sempre anche nei brani più soffusi, ed esplode poi in maniera nervosa in tracce che si distaccano dalla linea dominante del disco (la inattesa “Obliquo”, brano davvero emozionante, piuttosto soundgardeniano, o la divertente “Blowpup” che ricorda molto, molto da vicino gli Afterhours di “Germi”).

In sostanza, un disco d’esordio che, pur con qualche pecca, riesce sicuramente a mettere in luce le interessanti potenzialità di un gruppo solido eppure delicato, che ha diverse cose da dire e possiede i mezzi per farlo.

Tracklist

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