Lamiel Horla ep (promo) 2003 - Psichedelia, Progressive, Indie

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La Sardegna come la ‘nuova Islanda’? Può darsi. In realtà l’unica similitudine che mi viene in mente è che entrambe sono delle isole, ma per il resto risulta difficile poter accostare queste due terre così diverse tra loro. Eppure, può esserci un tramite per questo strambo ‘gemellaggio’: i Lamiel Horla.

Provenienti dalla provincia di Sassari, sceltisi un nome di impronta letteraria che ben li rappresentasse (Lamiel Horla deriva dai titoli di due opere, rispettivamente di Stendhal e di Maupassant, in un gioco di opposti), Fabio, Sara e Gavino hanno imbracciato gli strumenti e si sono fatti abbacinare dalla musica degli islandesi Sigur Ros. E così i tre propongono delle sonorità di velluto tra dilatazioni ambient, fraseggi da ovattata neo-psichedelia da camera ed esplosioni di scuola post (con accelerazioni e decelerazioni che evocano i Mogwai), il tutto abbellito da celestiali gorgheggi eseguiti in una lingua inventata (come appunto l’hopelandic utilizzato dal gruppo di Reykjavik di cui parlavo inizialmente…). E questo senza dimenticarsi nemmeno dell’alea apocalittica dei Cure più disintegrati.

Non c’è che dire: “Skhaien” e “Psylen” sono due gran bei brani, ma nella sua seconda parte il lavoro assume un registro nettamente diverso, poiché vengono inseriti due pezzi registrati molto tempo addietro (nel 2001). Così, nella terza e quarta traccia di questo demo, la band ci mostra un altro volto: testi in italiano (dal lessico piuttosto ricercato: un punto a favore…) e un sound che può far pensare a degli eventuali Verdena in chiave emo-core (in “Ghirlanda triste”), mentre assume vaghi accenti dark-wave in “Si abbandona esile ed inizia il suo pianto” (con il basso che ricorda quello di “Wilderness” dei Joy Division).

Un demo double-face, dunque. Sicuramente più interessante nella parte iniziale, quando emerge il desiderio, da parte della band, di adottare soluzioni stilistiche non facilissime - o per lo meno non ‘scontate - e comunque in grado di ipnotizzare già l’ascoltatore. Si avverte ancora una qualche acerbità generale, ma è un fattore pienamente giustificabile se rapportato alla giovane età dei Lamiel Horla. Riporre alte aspettative in questo gruppo mi sembra, al momento, la cosa migliore da fare.

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La recensione ep (promo) di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2003-09-17 00:00:00

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