06/01/2015

Folco Sbaglio è un artista interessante perché racchiude in sé l'influenza di più artisti, ma grazie anche proprio a loro è riuscito a trovare il suo stile ed il suo personale modo di interpretare il folk. Ritmi incalzanti alternati ad alcuni più dolci colorano un album, “Storia di un pettirosso”, che parla della società contemporanea con i suoi mille difetti.
In alcuni pezzi, infatti, predomina la satira come in “Oggi siamo in guerra”. Folco Sbaglio non scrive tanto per fare, usa la musica come mezzo importante di comunicazione per gridare ingiustizie, raccontare storie e lanciare frecciatine contro gli uomini al potere.

Abbiamo di fronte un seguace appassionato di Bob Dylan e questo si percepisce in tutto il disco, a maggior ragione notando la cover di “Like a Rolling Stone”, rielaborata in italiano e riarrangiata: un esperimento dal risultato decisamente positivo, da premiare anche l'idea di cimentarsi in una tale impresa. Bob Dylan però, pur essendo l'emblema del folk, non è l'unica fonte d'ispirazione dell'artista di Avellino. Infatti riprende tratti di Edoardo Bennato e della sua anima da “uomo-orchestra” polistrumentista e ricorda a volte il fingerpicking preciso, pulito ed accattivante del grande Mark Knopfler.

Folco Sbaglio è la prova che imparare dai big del mestiere non impedisce di delineare una propria identità. Chissà se anche lui, come Bennato, pubblicherà due album nel giro di pochissimi giorni! Da un artista estroso così ci si può aspettare di tutto.

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