27/01/2015

"Cristalli" è un lavoro riuscito. L’album dei pugliesi Seahouse è un viaggio che loro stessi definiscono una “ricerca di un equilibrio musicale in continuo movimento". Nel disco ci si trova davanti a diverse sonorità: ambient, hard rock, funk e psichedelia. “Cristalli” è progressive ma non solo. Musica, distorsioni, melodie, esperimenti, tanta roba. Sicuramente non ci sono sonorità nuove ma il lavoro è ben fatto. Quasi completamente strumentale il disco non annoia, anzi, sorprende traccia dopo traccia.

Unico neo è il brano “Coming Out”, uno dei brani dove è presente anche la voce, sembra una canzone tra gli Smashing Pumpkins o dei Pearl Jam ma mal riuscita. Probabilmente con una sperimentazione vocale differente e una forma più simile al tentativo tracciato nel brano “Panta Rei”, arricchirebbero l’offerta e avrebbero superato un altro scalino (ammesso che lo vogliano).

Non hanno un genere, c’è troppo e tutto ben suonato, non hanno una strada da prendere, le possono percorrere tutte. Al traguardo del terzo disco “Cristalli” i Seahouse di fatto sono maturi, manca solo un pizzico di pepe. La formazione composta da Gianluca Grecucci (basso), Max Licchelli (chitarra), Gianluca Voglino (batteria e percussioni), Elvira Palma (tastiere e synth), Luca Antonazzo (chitarra) è una buona squadra, e si sa che squadra che vince non si cambia.

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