Neuroderma s/t 2003 - Noise, Indie

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Un “C’era una volta” privato del suo epilogo caramelloso, una favola da cui è stata sradicata la favola.

Questo disco si accosta più facilmente ad “Alice's Adventures in Wonderland” di Lewis Carroll che ad un altro lavoro musicale; ha lo scheletro e gli incanti di una fiaba, abitata da creature immaginarie e inquietanti, ma rinuncia la tono rassicurante e fanciullesco che convenzionalmente la abbellisce e la colora, per dare spazio esclusivo all’ansia, al turbamento e alle visioni esasperate.

Conigli rosa nel cestello, insetti gialli neri e blu che rammendano nuvole rotte, tessuti di riso soffiato e libellule affrante si fanno baciare da mormorii continui e motivi screpolati. Ogni canzone tratteggia un’ellisse, un crescendo strumentale che tesse trame dissonanti e allargate e che prima di scomparire nel NonSuono, torna al rumore timido e gracile che gli ha aperto la strada e su esso si mette a giacere.

Trovare un riferimento per comprendere senza ascoltare è difficile e riduttivo, nonostante sembrino essere i Sonic Youth a vigilare dall’alto, la loro musica è un amalgama armonico di rock, noise e psicadelia.

Gli innesti sono aiutati da una voce flessibile, capace di far poggiare la memoria tanto sui gorgheggi di Thom Yorke quanto sulle sgraziate e intense rotture di Kurt Cobain. Due cose. Una che mi piace poco e un’altra che mi piace molto. Ovviamente parto dalla prima.

Manca un sospiro di soddisfazione o di speranza. Il fiato è sempre trattenuto ed è sbarrato l’ingresso ad ogni pensiero che ha il profumo della quiete e della levità. Corsa e affanno.

Quello che mi piace molto invece è come riescano a rendere italiano un suono che non lo è. Anche quando i brani sembrano perdere la forma per spezzettarsi in schegge vanitose e compiaciute rimangono la melodia, per nulla impallidita, e le parole, sempre ricercate e desiderose di dare sostanza , a riordinare l’insieme.

Ci sarebbe da dire che non mi piace il loro nome, ma questo rientra nelle opinioni che con troppa evidenza, senza possibilità di essere camuffate, si definiscono “personali”, quindi non do eccessivo risalto alla precisazione e…FINE.

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La recensione s/t di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2003-10-04 00:00:00

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