18/08/2015

Quando penso alla musica elettronica da cameretta mi immagino sempre l’artista sdraiato sul suo letto che disegna lentamente nell’aria con un dito, e i suoni prendono forma sul soffitto, azzurri, dilatati, morbidissimi. Il progetto di Giuseppe Musto si inserisce perfettamente nella mia personale visione con un lavoro che è ricreare il movimento in spazi stretti, elaborare gli angoli per trarne maggiore profondità, celebrare il DIY con la sana comprensione dei suoi limiti e lo sguardo rivolto sempre avanti, proteso nell’esperimento, sodale dell’avanguardia, ispirato da sentimenti cosmici seppur chiuso in un ambiente piccolo.

Inizia coi bassi tesi, prosegue con la drum machine incisiva, rallenta tra effetti onirici: evade temporaneamente dalle atmosfere da bedroom act con “Cristo è Blu”, l’unico pezzo cantato in italiano, dove il piano dilaga sul synth, dove i colori si fanno più intensi e la tristezza scivola via sulle pareti, mentre “Semina i Miei Occhi” è il brano più bello, reso denso dalla chitarra in perpetuo assolo e da una fitta rete di pensieri che non s’allenta mai.

Cinque pezzi facili registrati tra casa e studio, certo molto più curati del lavoro precedente, per dimostrare fin dove può arrivare lo sguardo, anche quando non ci sono panorami alle finestre e i mezzi che abbiamo non sono poi il massimo, e in questo caso va decisamente aldilà di superproduzioni o abbellimenti, per essere così com’è, ossuto, ruvido, artigianale nella miglior accezione possibile, follemente ispirato da sentimenti cosmici.

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La recensione Il Ragazzo Del 99 - Recensione - Find Some Place To Be Quiet di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 20/07/2019

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