Babalot Dormi o mordi 2014 - Cantautoriale

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Una conferma di ciò che di buono ci aveva già detto coi dischi precedenti.

Se quattordici canzoni per un album vi sembrano troppe, è probabile che abbiate ragione: di solito lo sono. Non in questo caso però. Sarà che quattro anni non sono pochi, e le cose da dire dopo tanto tempo possono essere tante, fatto sta che qui di superfluo c'è poco o niente, e ogni pezzo porta all'altro senza cadute di ispirazione e conseguenti momenti di noia.

Il punto forte di Babalot non è cambiato in questi anni: è sempre l'uso personale e non ridondante del romanticinismo, una capacità non tanto comune di essere ironico senza ostentare distacco, un uso della lingua e del linguaggio musicale lo-fi che unisce gioco e serietà, minimalismo e sentimenti forti - e un po' desueti: non è così comune infatti, almeno in certe forme di cantautorato contemporaneo, ascoltare urla sincere e sgraziate come quelle che che si sentono in “Liberarsi”, “Macchina” o “Macchie”. Interpretazioni viscerali che mostrano il lato punk di una personalità che continua ad essere fieramente poco afferrabile e definibile. 

E vale sempre la pena di provarci almeno, ad afferrarla, ascoltando attentamente per apprezzare la cura che c'è dietro canzoni che possono sembrare svagate e scordate, ma che sotto le sembianze da facile cantautorato hipster tutto chitarrina sbilenca e sagaci giochi di parole celano sempre attenzione agli arrangiamenti, considerazione per i dettagli che fanno la differenza, apertura mentale e cultura musicale ampia, e danno la costante sensazione che il tono leggero e il gusto del calembour siano al servizio di un autentico bisogno comunicativo. E non è affatto poco.

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La recensione Dormi o mordi di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2015-02-23 09:00:00

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