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RECENSIONE
07/04/2015

“Mondi di maschere”, l’esordio musicale dei Simple Strangers, è un perfetto pop rock con una marcata impronta italiana che mira a cercare il consenso del pubblico.
La band è tecnicamente preparata e i cinque brani risultano gradevoli, come il terzo che dà il titolo all’ep, accattivante e tipicamente in linea con le tracce che lo precedono tutte dalle tinte pop con riff di chitarra elettrica che fanno incursione dentro un rock "duro". Spezza la sequenza “Venere”, brano scanzonato sia per la melodia sia per le parole, cui segue una ballata orchestrale che chiude il disco.
I testi che affrontano, lo si comprende già dal titolo, il tema della vacuità della bellezza, della realtà distorta e fatua del mondo in cui viviamo e della volontà di non piegarsi a questo «mondo di maschere», risultano deboli e poco poetici.
L’ep presenta due punti deboli: melodie orecchiabili (ma funzionanti) che rischiano di sfiorare la banalità, e una voce spinta sempre troppo all’estremo che tende a stancare. Un lavoro da cui, data la preparazione tecnica dei musicisti, ci si aspetterebbe molto di più.

Tracklist

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