12/06/2015

“Non piove ma è come se” più che un album è un unico flusso di coscienza costante e malinconico tremendamente piacevole da infliggersi, un male di miele dolce e ossessivo come quando ci si avvolge in una coperta di velata tristezza dalla quale non si ha voglia di uscire perché in fondo ci fa stare bene.
Quello che ci troviamo davanti è un bel lavoro, in cui la forza dei Godspeed You! Black Emperor mista alle ritmiche degli Explosions In The Sky rivivono e coesistono grazie all'identità stilistica dei Valuna, ben definita e precisa.
È un album cantato, ma la presenza vocale è laterale e lascia carta bianca a delle vere e proprie magie strumentali; libero spazio a distorsioni, feedback e meravigliose aperture tipiche della migliore tradizione post rock. 
Scelta decisamente particolare quella della voce per dei pezzi che hanno già di per sé un fascino e un’attitudine decisamente strumentale, ma a dirla tutta questa non ne disturba affatto la linea melodica, anzi conferisce una terza dimensione, sia frastagliandone le sonorità con un accenno low-fi, sia diversificandone l’ascolto, dando dei punti di ancoraggio sempre nuovi all’ascoltatore.
“Siamo a colori, siamo neri” è il gioiello dell’album, con delle incursioni corali che accompagnano fino all’infinta distorsione finale che lascia di stucco e si fonde perfettamente con la traccia successiva “E poi ho aspettato te”, altro pezzo che merita.
”Non piove ma è come se” è un’altra meraviglia di oltre otto minuti su cui rizzare le orecchie così delicata nell’intro, quanto brutale nell’outro.
Un punto migliorabile è l’intonazione, che non è detto debba essere impeccabile ma rovina un pezzo potenzialmente bello come “Contro”.
I Valuna hanno dimostrato una bella stoffa e forza, dentro cui, si spera, non si accascino irrimediabilmente.

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