24/10/2003

I Revilla arrivano da Sesto San Giovanni, Milano. E ci tornano con le pive nel sacco. “L’utile e il possibile” è un cd francamente inutile - spiace dirlo - perché si sente l’impegno che i quattro ragazzi meneghini hanno profuso nell’opera e il valore che vi attribuiscono. Fatto sta che la sensazione che trasmette questo lavoro è quello di un ‘rock italiano’ datato e minore, figlio nella migliore delle ipotesi di terrificanti nomi come quello di Biagio Antonacci, il geometra di Rozzano. Anche se dichiarano influenze titolate come Battiato, Gazzè, Fossati - ma dove? C’è da sperare che i quattro siano giovanissimi e l’inesperienza non li faccia accorgere di quanto siano fuoristrada: intitolare un brano “Pezzo di merda” non è il massimo dell’eleganza. Se poi il destinatario rimane un ‘Signor nessuno’, non identificabile né in qualche personaggio famoso né in una qualsivoglia categoria sociale, sale lo sconforto. Versi come “Ho bisogno di un collutorio per l’igiene morale” si commentano da soli; altri come “Se richiama il pericolo e ballo è perché ne sono affascinato / ma ne parlo in un tono educato, non dir che nessuno ti ha avvisato” lasciano sconsolati.

Ahimè, qui tira un’aria stantìa da parrocchia di provincia che vorrebbe esser ribelle. Sicché ci si immagina Renato Pozzetto parroco e vengono in mente i film della scollacciata e pecoreccia “commedia erotica all’italiana”, quelli con la Fenech, la Cassini, la Rizzoli. In ognuno di essi, ormai nel dna di ogni italiano, c’era sempre uno studente sfigato, che si struggeva d’amor platonico per la soubrette di turno, maggiore d’età e dedita a succosi sollazzi con uomini adulti. Lo studente sfigato, non osando concupirla apertamente, le intitolava impegnati poemi ed elevate lettere in cui profondeva la propria liceale erudizione. Ecco, la musica dei Revilla somiglia a tali opere d’ingegno. Alla fine lo studente conquistava il cuore della bellona di turno, tesa a rifarsi una verginal purezza almeno spirituale tra le braccia del giovinetto. Ma vi pare che qui qualcuno somigli alla Fenech?

Commenti (1)

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