Dust [Piemonte] demo 2002 - Rock, Alternativo, Hard Rock

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Se questo cd avesse la parola racconterebbe l’ingiusta attesa a cui l’ho sottoposto. Potrebbe dire di un anno di disinteresse e io non ne uscirei bene. Sarò sintetica e onesta: a me non piace la loro musica e non riesco a farmela piacere. Banale questione di gusti innanzitutto.

Non mi piace il genere da cui discendono, ho sopportato a stento i primi Metallica, trovo che i Korn (visibilmente i principali punti di riferimento) sprechino energia e talento in presenza più che in sostanza e tutto quanto viene classificato come nu-metal mi sembra una forma di ostinazione terapeutica.

Detto questo, c’è da aggiungere che loro non si risparmiano e offrono totale impegno. L’obiettivo principale è quello di affiancare la robustezza alla morbidezza e reggere l’attenzione sul conflitto, di qui la scelta di più voci volontariamente discordanti, strofe abrasive e furenti accanto a ritornelli melodici, ritmi irruenti e violenti interrotti e sorretti da armonie musicali: tutto quello che i Linkin Park esibiscono in 10 canzoni su 11.

L’ambientazione è costantemente ombrosa, le aperture alla luce sono rare e cadenzate in modo da far risaltare il buio sovrastante. Attraverso l'intero lavoro, il suono è sovrastato dalla percezione di una rabbia che cerca un canale dal quale sgorgare.

Prescindendo da qualche debolezza linguistica, e soprattutto dalle limitazioni a cui obbligano le proprie preferenze, direi che esiste un’unica vera mancanza, ma plateale e insinuante: l’originalità. Le canzoni sono appiccicate l’una all’altra e fin dal primo ascolto, complice una sottile disattenzione, non resta che rintracciare il momento in cui “Questo l’ho sentito già!”.

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La recensione demo di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2003-10-31 00:00:00

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