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RECENSIONE
31/10/2003 di Federica Gozio

Quando ascolto la produzione di una band emergente mi sforzo costantemente di valutarla a prescindere da quelle che sono facili ed inevitabili associazioni a quanto già prodotto dagli illustri predecessori, tuttavia in certi casi l’influenza raggiunge un'intensità troppo forte per poterla trascendere. Viene da sè che non ritengo essere l’originalità la caratteristica principale di questi quattro pezzi, benché credo sia l’unico difetto considerate le buone basi tecniche - esaltate da un’ottima registrazione - che però rischiano di essere incanalate in una strada che ad un certo punto potrebbe sconfinare in uno sterile citazionismo.

Pregnante è l’influenza di un certo rock di stampo americano, a partire dal brano di apertura, “Last Nite Show”, che si concretizza in una classico country-rock rievocante le fattezze del mitico Neil Young e dei suoi compagni.

“Lifestyle” sembra uscita dalla penna di Micheal Stipe, il che potrebbe essere anche un invidiabile complimento se non sembrasse troppo la riproduzione di un pezzo già scritto; le canzoni da cui probabilmente emerge una maggiore personalità sono “Before” e “Help”, nelle quali affiorano pallidi spunti ancora però celate dietro noti riferimenti.

Nell’ascoltarlo resto combattuta tra la piacevole orecchiabilità dei pezzi e la convinzione che manchino ancora degli elementi necessari perché venga delineata l’identità del gruppo, così da procedere ad una rielaborazione più propria della musica prediletta, sfruttando, e non subendo, il substrato tecnico e musicale di cui sono dotati.

Proprio perché intravedo delle potenzialità tengo per ora in sospeso il mio giudizio; talento, tecnica e buona cultura musicale appartengono anche ad ottime coverband ma sono certa che non è questa la strada che il gruppo vuole seguire.

Tracklist

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