Mariposa Quanti sedani lasciati ai cani 2003 - Cantautoriale, Lo-Fi, Folk

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Se ‘scrivere di musica è come danzare d’architettura’, capirete la difficoltà di scrivere di una ‘operina radiofonica’ che si presenta sotto forma di cd. Non è un reading, né teatro puro: vi si alternano narrazioni parlate, schegge di racconto che sconfinano nel non-sense, geniali monologhi all’insegna del calembour, coloriti siparietti musicali, sgangherati inframezzi e veri e propri (scampoli di) canzoni, a tracciare la fiabesca e surreale storia della Principessa Poco.

Chi, come il sottoscritto, tentava di incasellare, addomesticare il percorso dei Mariposa sui binari di un pur eccentrico cantautorato, si sbagliava alla grande - ed avrebbe probabilmente fatto un torto alla sfuggente ed irrequieta formazione avente base a Bologna.

Ma andiamo con ordine: “Quanti sedani lasciati ai cani” è ‘operina radiofonica in 4 tempi per voci recitanti, strumenti giocattolo, ensemble da camera e voce sola, su testi e temi musicali di Alessandro Fiori, Michele Orvieti e Sergio Giusti’… ok?! Si dice che quando uno riporta paro-paro le parole della nota stampa vuol dire che non ha idee: nient’affatto! Nulla meglio della definizione datane dal gruppo stesso rende l’idea di cosa sia questa opera, scritta su commissione e destinata originariamente ad intrattenimento musicale itinerante nella navata centrale (termine non casuale…) di un centro commerciale aretino. Di qui, lo spettacolino itinerante è stato più volte replicato, sino a divenire una vera e propria tournée ‘radiofonica’, che ha già fatto segnare l’adesione di ben 15 radio (indipendenti, ça va sans dire) dello stivale, sorta di network trasversale messo assieme da quell’ensemble dedito alla Musica Componibile che risponde al nome di Mariposa.

Per le canzoni, per il nuovo album, c’è tempo: il ‘Trovarobato’ è più vivo che mai, un virus zappiano ormai germoglia nel Magazzeno di casa Mariposa, e per intanto i Nostri si sbizzarriscono colle epiche gesta di questa Principessa Poco, intenta nell’impresa di raggiungere una ‘mitica foce’ a cui far abbeverare l’Agnello moribondo.

Non si può “ascoltare e fare dell’altro”, con “Quanti sedani lasciati ai cani”: i piani di lettura paiono sovrapporsi, e si rischia sovente di perdersi nei meandri di una storia che d’acchito non appare certo lineare. Dissacrante (ma non blasfema) rilettura d’una Via Crucis che è - in ultima analisi - critica al consumismo sfrenato di questi nostri tempi, è opera certo di non facile fruizione, che richiede una buona dose di attenzione lungo i suoi oltre 40 minuti, ma che appaga l’ascoltatore attento sia per la genialità di alcune trovate linguistiche che per le parti musicali, ben distanti dalla ‘canzonetta’, e comunque funzionali allo sviluppo della storia.

Un’operetta che d’altronde non può, né deve, esser considerata il ‘nuovo album’ dei Mariposa. Per quello, è meglio rivolgersi al nuovo ep dal titolo “Suzuki bazuki”, che presto verrà messo online. Non resta quindi che rivolgere un caloroso encomio, ai Mariposa, per la bontà ed originalità della proposta.

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La recensione Quanti sedani lasciati ai cani di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2003-10-31 00:00:00

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