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RECENSIONE
02/03/2015

"A Love Explosion" è l’esordio di Giulio Fonseca, nome che si cela dietro il progetto Go Dugong. L’album è stato preceduto da due ep che, anche se non presentavano un linguaggio chiaro e definito, suggerivano una sana inclinazione alla sperimentazione da parte del producer e alimentavano le attese attorno a questo primo disco. Attese che sono state ripagate, perché l’album restituisce esattamente ciò che mancava ai lavori precedenti: un linguaggio personale e riconoscibile che costituisce un’identità musicale. A rigore, è il compito finale di ogni lavoro d’esordio informare uno stile definito (mentre i vari ep hanno solitamente un’attitudine da banchi di prova dal linguaggio più liquido), ma ciò che colpisce di "A Love Explosion" è davvero la voglia di realizzare un lavoro granitico, compatto, dove la coerenza di uno stile è il legame già sufficiente per tenere tutto insieme.
Tale compattezza rende superflui i featuring, distintivi dei lavori precedenti ma che non aggiungerebbero granché all’album. In "Just Let It Happen", per esempio, il dialogo armonico tra una chitarra acustica e uno xilofono di sapore anni ‘60, riempie con naturalezza lo spazio melodico solitamente lasciato a un canto. Non a caso, le rare voci presenti nel disco sono a loro volta campionamenti dal cinema e dalla musica anni ‘60, usati come eterei cori o introduzioni. Questo è il caso di "Imagine Me and You", dove una scena de "Il settimo sigillo" di Ingmar Bergman, la dedica di Jof a Mia di un canto d’amore, diventa l’introduzione a una canzone muta. Anche se è già la seconda traccia, il fatto che la dedica sia ripresa dal doppiaggio in italiano pone un certo accento sull’introduzione, come se funzionasse per tutto il disco. In più suggerisce un tributo al cantautorato classico nostrano, pieno di serenate d’amore, declinato, qui, in un rimpasto elettronico.
Un secondo tributo, non suggerito ma più palesato, è alla hip hop music a cavallo fra gli anni ’90 e i 2000, ad artisti come Madlib, J Dilla o Pete Rock. Non a caso, un altro campionamento vocale è tratto dalla black music, il soul anni ’50, dall’omonima "Sea Of Love" di Phil Phillips, e vale la pena ricordare che i primi sample vocali dal soul li utilizzò negli stessi anni RZA. I ritmi di "Ways To Attract Your Attention" sono un esempio di come l’old school americana sia qui tradotta in una dolce musica d’amore, che per uscire dal ghetto metropolitano, si appoggia a sfumature psichedeliche. Per questo, il richiamo agli artisti d’Oltreoceano non suona stantio e nemmeno ripetitivo, ma contribuisce alla forma di uno stile personale. Proprio come nei lavori dell’hip hop di quegli anni, la musica sembra uscire da un vinile o da una vecchia radio, il che garantisce all’intero album un’atmosfera calda, molto intima, e uno stile retrò decisamente intrigante.

Ogni traccia suona quindi in equilibrio tra chill wave, hip hop, r’n’b, neo soul, postdub e molto altro, tanto altro che, invece di continuare l’elenco, è più semplice dire, tautologicamente, che ogni traccia altro non è se non un’esplosione – lenta, al ralenti – d’amore. I campionamenti, provenienti dalle zone più disparate della musica e non solo, creano una gamma tanto colorata quanto felice di sonorità che, attraverso ritmi lenti e morbidi, si propaga come una vera deflagrazione, quasi come se le note, esplose da ogni traccia, con la forza trascinante del downtempo si diffondessero nello spazio per avvolgere seducenti l’ascoltatore.
"A Love Explosion" non è un album dove andare a cercare il pezzo più pop e poi quello più sperimentale a secondo del ritmo. Infilando dieci tracce dalla struttura lineare, che non lascia spazio a vere e proprie digressioni stilistiche e nemmeno ritmiche, tutto procede con la medesima forza trascinante che, anche se bandisce una sperimentazione musicale nel senso stretto, è irresistibile.
La calda intimità di questa musica primaverile abbraccia l’ascoltatore con una varietà di suoni così amorevoli e ammalianti che non ci si stanca di ascoltarlo.

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