24/08/2015

Meth Le Blanc ha la metrica, e scrive bene. Ha anche il flow, anzi, i flow, che si diverte ad alternare sulle produzioni variegate di "Frozen", il suo ep. Meth Le Blanc è curioso, lo si capisce da come si sperimenta su basi diverse, che vanno dalla dubstep alle più attuali sonorità americane col loro carico di bassoni, che lui affronta con un rap un po' più quadrato qui, un po' più slegato lì, con il chiaro intento di tenerti sveglio e vigile, di impedire di adagiarti in una posizione comoda da ascolto troppo passivo. Ci sa fare insomma, anche se i testi a volte sono un po' ridondanti o l'insieme un po' grezzo, anche se i ritornelli a volte non si incastrano benissimo e in alcuni casi sembrano un po' appiccicati lì (diciamo che in assoluto al momento non sono il suo forte). "Frozen" è quindi un ep interessante, vario, aggressivo e credibile. A volte un po' appesantito dalle lunghe code delle basi a fine rappato, che procedono ancora una trentina di secondi nude, con un'eco stilistica vagamente anni '90. Tra i pezzi più riusciti verrebbe da segnalare "Rock Casinò", ma data la varietà del disco la scelta rischia di suonare un po' soggettiva. Il consiglio è di ascoltarvelo e farvi una vostra idea. Sarà comunque tempo ben speso. 

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La recensione Meth LeBlanc - Recensione - FroZen di Matteo Villaci è apparsa su Rockit.it il 20/07/2019

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