Tommaso Di Giulio L'ORA SOLARE 2015 - Rock, Pop, Indie

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Rallentare, riflettere e ascoltare: riappropriarsi del piacere della musica nell'arco di un'ora solare

I dischi difficili hanno bisogno di ascoltatori agguerriti: un avvertimento per chi si appresta ad ascoltare “L’ora solare”, il nuovo album del cantautore romano Tommaso Di Giulio. Quattordici tracce unite da un unico filo narrativo, quello del tempo e della sua dualità, intesa come punti di vista e prospettive diverse.
Molti i rimandi più o meno espliciti, sia nei testi che nella stessa musica, al background musicale dell’artista: dai Beatles ai Black Sabbath, dal cantautorato anni’60 ai Metallica o l’intramontabile e camaleontico David Bowie nella canzone di chiusura dell'album "Universo: Ora zero".
Il tempo dunque non solo nel titolo: l’ora solare scandisce e comprende quello dell’amore, della riflessione, del dolore, della vendetta ma anche della rinascita e della rivoluzione, nel senso più individuale del termine.

Un disco autentico e sentimentale, ma mai scontato o sulla falsa di riga di qualcosa di già ascoltato. Di Giulio riesce a tingere, grazie anche al grande lavoro corale di decine di artisti coinvolti (tra gli altri Roberto Angelini e Francesco Forni), ogni brano di ironia e realtà, valore aggiunto che l’ascoltatore avverte e apprezza.

L’uso delle parole, non solo medium ma anche messaggio, assieme alla musica mostra una certa ricercatezza di stile e assonanza. Ci si trova ad affrontare un viaggio nel tempo: si parte da “Dov’è l’America?”, ricerca personale e artistica, una domanda che trova risposta solo alla fine dell’album con “Universo: Ora zero”, brano tributo al capolavoro di Bowie "Space Oddity". Il singolo scelto come anteprima del lavoro “La fine del dopo” è uno scrigno che racchiude in realtà l’anima di "L'Ora solare" per intero: la coralità, la carica polistrumentale e un testo facilmente orecchiabile e di impatto. È una ballata che scorre fluida tra perfetta armonia di musica e parole e un duetto con Ilaria Graziano che dona un’aria delicata e onirica all’ascolto. E ancora una volta il tema del tempo che scompare sconfitto, non c’è più, il tempo è morto sai..l’ho ammazzato con una pistola che spara solo a salve. Annullare tutto insomma per non soffrire in una Roma sbeccata e disillusa ma pur sempre innamorata.  

Altra colonna portante dell’album è l’amore che in “Spesso e volentieri” sorride alla vita e decide di dare tempo al tempo … perché se lo si rincorre sparisce. Su questa linea d’onda viaggia anche “Melodrammatica” altro classico romantico dell’album che richiamando “Lievito” del precedente lavoro di Di Giulio lascia intravedere la passione dell’artista per i grandi cantautori: Hai preso il mio pensiero come ostaggio e da quel giorno galleggio, una trappola, proprio come l’omonimo brano dell’album in cui ci si scaglia anche contro la critica musicale.

Troppe emoticon e poche emozioni: ne "L'ora solare" è questo il lato oscuro della società: c’è chi non vuole più sorprese e si emoziona solo con le soluzioni della settimana enigmistica. Non c’è spazio solo per buoni e innamorati: nell’album di Di Giulio tracce come “Misantropo” e “Tango per un povero diavolo” sottolineano il cinismo e la crudeltà che ci circondano e la difficoltà di difendere la propria individualità laddove ormai ci si confronta a suon di tastiere del pc e non più di ideali.
Di Giulio sceglie di essere anche ironico, leggero e soprattutto istrionico in “Musica da camera” uno dei pezzi più fantasiosi e ben riusciti dell’album; e ancora “Ragazzo per agosto”, omaggio al rockabilly impreziosito dal coro di Nadja Maurizi delle Bottega Glitzer  che dona un gusto vintage ben amalgamato con il resto del lavoro. "L'ora solare" è un album positivo, proiettato nel futuro ma con un occhio al passato.

Pop, rockabilly, indie e rock, un lavoro a 360° in cui Di Giulio non si risparmia. Se il primo album era stato un biglietto da visita, "L’ora solare" è un vero e proprio curriculum da presentare al pubblico senza timori.

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La recensione L'ORA SOLARE di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2015-03-07 09:00:00

COMMENTI (3)

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  • Zanzarello 6 anni Rispondi

    Che scoperta! Ce ne fossero di dischi così "densi" !

  • emanuela.giordano.73 6 anni Rispondi

    Che meraviglia! Da quel che ho sentito mi sembra un capolavoro!

  • puppilino 6 anni Rispondi

    Questo disco e davvero unico! Di Giulio dimostra in modo lodevole la sua maturità artistica e ci regala delle canzoni fantastiche. Ogni brano ha qualcosa di familiare ma nessuno è mai banale e il tema del tempo che appare evidente fin dal titolo rende il tutto più gustoso. 10 e lode al lavoro di questo talentuoso cantautore :)