Luca Gemma Blue Songs 2015 - Soul, Indie, Folk

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Bello e intenso

Luca Gemma è assente dal mercato discografico dal lontano 2012, anno nel quale ha dato alle stampe l’incantevole “Supernaturale”. Da allora il Nostro ha fatto vita ritirata, concedendosi al pubblico solo attraverso qualche concerto in Italia e in Francia e collaborando con Aldo Nove a uno spettacolo di teatro canzone. Lo abbiamo visto anche lo scorso giugno firmare un articolo intervista apparso su un noto mensile musicale sulla chiusura dell’Orchestra dell’Ert, imposta dai tagli del governo greco. Il tempo e le occasioni gli sono serviti per riflettere sulla propria opera e sulle possibilità ad essa concesse da una società come quella italiana, già più volte criticata, inducendolo ad un cambio di rotta: non più, quindi, inediti appartenenti alla Canzone d’Autore, bensì rivisitazioni di brani propri o di autori a lui artisticamente vicini, una manciata di nove pezzi nei quali l’atmosfera è disegnata principalmente da chitarre desertiche, dalla sua voce calda e vellutata e da microelettronica. Qua è là qualche inserto di fiati, graffianti o felpati, e sollecitazione di percussioni. Il tutto con un respiro fortemente internazionale, vuoi per il cantato, mai in italiano, vuoi per i riferimenti stilistici che si leggono tra le righe di queste “Blue Songs”.

Tra gli scopi dichiarati, nella nota che accompagna la pubblicazione, quello di un tour Oltralpe, dove sicuramente è minore la crisi economica e maggiore la considerazione della musica come cultura. Il brutto è che perdiamo un’occasione per godere del dono autoriale di Gemma, prezioso compositore di testi delicati e vividi; il bello è che possiamo ascoltare la sua opera nata da una diversa urgenza espressiva rispetto al passato, intenta a dare nuova veste sonora ai lavori dei suoi maestri (Paul Weller e Domenico Modugno in primis) e a sei pezzi del repertorio solista, trasfigurandoli con studiate variazioni, che toccano armonia, melodia, ritmo, struttura, tonalità e parole.
“Sogno #1”, commovente pensiero per un’amica che non c’è più, diventa “This Song Is Forever”, lasciando in primo piano il canto che trasuda dolore e incredulità, e “Muhammad Ali” (dedicata al celebre pugile stimato per le vittorie sul ring e per le scelte di vita antibelliche e umanitarie), si trasforma “I Want To Be Like Muhammad Ali”, perdendo gli impulsi decisi in favore di una melodia carezzevole. Non mancano “Verresti a sopravvivere con me?”, ora “Cool Water”, “Il cielo sopra di te”, ora “Sky Of Blue”, “Sei felice”, ora “Happy”, e “L’educazione sentimentale”, ora “Sentimental”, il tutto supervisionato dai madrelingua Steve Piccolo e Ray Tarantino. Tra tanto inglese fa capolino il salentino, la melodia di “Lu grillu e la luna” di Domenico Modugno, nel quale il cantato gentile di Luca si accompagna ad un tappeto chitarristico rarefatto. 
Bello e intenso, insomma; ma aspettiamo con eccitazione un nuovo album di inediti del Nostro, un disco nel quale ogni pezzo sia una nuova piccola grande meraviglia, un capolavoro melodico e testuale in grado di risuonare nella nostra anima per anni. 

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La recensione Blue Songs di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2015-02-26 00:00:00

COMMENTI (2)

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  • lukianogemma 6 anni Rispondi

    ciao Cosma, grazie mille.
    Lu grillu e la luna, come molte altre canzoni di Modugno scritte soprattutto agli inizi, è proprio in dialetto salentino, di San Pietro Vernotico (Brindisi), dove si era trasferito da bambino. Molto simile soprattutto al messinese e al catanese. E lui su questa similitudine ha giocato spesso. Un abbraccio.

  • cosmatimpone 6 anni Rispondi

    Felice per Luca, è davvero molto bravo.
    Solo una precisazione: Lu grillu e la luna, di Domenico Modugno, è in siciliano. L'ha cantata di recente anche Beppe Fiorello.