14/05/2015

Ci sono persone che confondono la nostalgia con una mancanza, invece di sapere che è una presenza ingombrante, un sasso che giace nel profondo, è materia che s’accende a tratti, anche nei momenti in cui non vorresti, specialmente quando qualcosa è così evocativo da far riemergere sentimenti che sono dolcezza e dolore mescolati assieme. Ascoltare questo disco è un moto istantaneo di pensieri che corrono all’indietro senza controllo, è il sapore ci certi ricordi che non puoi trattenere negli occhi, una mano sulla fronte e una sul passato, a stringere forte, fortissimo. L’oceano di suoni che sale è il rumore degli anni che marciano, delle cose che cambiano, delle ragioni che forse non diventano torto ma poi in fondo così ragioni non sono.

Non serve soffermarsi sui singoli brani perché “La Saggezza delle Nuvole” è un corpo unico, un percorso strumentale di fascino e magia ché tutto appare all’improvviso diverso, meno importante o più convincente, è un lungo sogno di quei sogni che non sai se sono serviti, se esistono ancora, se torneranno. Tanti strumenti che giocano, si incontrano, non disdegnano l’elettronica e qualche esperimento, e spingono le emozioni verso luoghi in parte dimenticati, diventano protagonisti (vedi il sassofono in “Playing with Colours”, il violoncello in “Oracle”, la tromba in “Substance”), per creare lo spazio sonoro dove dedicare il tempo a ciò che manca, e ciò che manca non è mai assenza ma ha un suo peso.

Molte collaborazioni preziose (tra gli altri Andrea Chimenti, Cesare Malfatti e Caroline Lavelle) per un lavoro che brilla di luce propria, che scivola via come languida, purpurea colonna sonora della nostra memoria, suggestiva e ricca e, anche quando non vorresti, si illuminano i ricordi, la dolcezza e il dolore, le cose perse che poi, alla fine, non si perdono mai del tutto perché, ciò che manca, da qualche parte esiste ancora.

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La recensione Luca Olivieri - Recensione - La Saggezza delle Nuvole di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 21/07/2019

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