Franklin Delano All my senses are senseless today 2004 - Indie, Country, Alternativo

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Nel numero del Mucchio Selvaggio datato martedì 18 novembre 2003, in un’intervista agli Okkervil River realizzata dal bravo Gianluca Testani, la band dice qualcosa di interessante, che vi cito testualmente: “Mi è capitato di suonare con una band italiana, Franklin Delano, e li ho trovati fantastici. Suonano canzoni di orientamento country, ma non sembrano affatto un gruppo americano. La loro prospettiva è diversa da quella solita dei gruppi statunitensi, segno che il carattere dei musicisti ha avuto la meglio sulla tentazione di riprodurre fedelmente un certo stile americano”.

Se li avete visti ed amate l’alt-country, probabilmente concorderete. Io, che purtroppo non ho ancora potuto assistere ad alcun loro concerto, debbo limitare la mia opinione a questo demo assolutamente home-made, che Paolo Iocca, voce e chitarra della band, mi consegnò brevi manu ad Ancona davanti al suo furgone letto-munito (questo si chiama indie, signori!).

Partiamo dal presupposto che questo dischetto sia dannatamente immaturo. Poi diciamo che alcune canzoni sono troppo lunghe, con pleonastiche dilatazioni strumentali che talvolta risultano noiose. In più, alcuni brani - e per la loro essenza, e per gli arrangiamenti - hanno meno pacca di altri, cosa, questa, che penalizza il dischetto nella sua globalità. Ma diciamo anche che desertiche emozioni di così intima intensità sono rare da trovare, in Italia e fuori. E aggiungiamo che alt-country scritto e suonato così passionalmente in linea con la spirale americane di emozioni creata da gruppi quali Red Red Meat e Califone è difficile che non cada nella derivatività. Cosa che i Franklin Delano, rivisitando con il proprio stile anche il post-folk, non fanno.

Sarà merito, oltre che di Paolo Iocca - bravo songwriter ed interprete - anche di Marcella Riccardi (ex Massimo Volume) e Samuele Lambertini? Sicuramente. Ed ora che si parla di un nuovo disco registrato con l’apporto di un'altra ex Massimo Volume, Vittoria Burattini, le aspettative aumentano vertiginosamente. Se fossi stato inglese, sicuramente ora starei usando parole come next big thing. Siccome sono italiano, più pacatamente vi dico che io, in questa promessa, ci credo. Moltissimo.

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La recensione All my senses are senseless today di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2003-11-28 00:00:00

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