28/11/2003

Irlanda musa ispiratrice. Ma anche, in questo caso, scusa bella e buona per contaminare tutto il contaminabile. Il pozzo sarà anche di San Patrizio, ma “Altri tempi” è un lavoro che deve fare i conti non solo con il patrono della terra verde. Il raggio di azione del sestetto è ben più ampio. E se l’inizio (“Space cake”) fa pensare ad una band devota ad una rielaborazione più o meno fedele della tradizione irlandese, il resto del lavoro cerca di aggrapparsi a mille appigli.

Alle suggestioni balcaniche, ad esempio (“Non è ancora giorno”), o al dub (“Filosofia di un bucaniere”), se non alla pizzica (“Ceppijatamal’”) ed allo ska (“Malasanità”). Senza dimenticare, ovviamente, legami con una forma canzone più legata al pop ed al rock, facendosi tentare anche da richiami elettronici (l’inizio di “Do ut des” potrebbe essere adatto alla colonna sonora di un cartoon giapponese in stile “Goldrake”). Il tutto sotto la ferrea giurisdizione dell’Irlanda, sempre e comunque richiamata con l’uso del tin-whistle e del flauto, e con un’attitudine alla caciara che richiama la vitalità e l’allegria del suo popolo. Il risultato dell’operazione, però, lascia qualche dubbio; al di là della di una innegabile capacità compositiva dei ragazzi, la band lascia un po’ interdetti dal punto di vista della omogeneità: “Altri tempi” è un disco che fa girare la testa: troppi, forse, gli argomenti usati dalla band. Un eccesso che rischia di disorientare e rende difficile la sua catalogazione. Non che fosse necessaria. Uno, alla fine, fa quello che gli pare… ma se vi sorgesse una semplice domanda del tipo “Ma di che pasta è fatto questo cd?”, la risposta sarebbe molto difficile da dare.

Ispirazione ‘irish’ a parte, qui è un guazzabuglio difficile da definire. Anche se si tratta, e questo è innegabile, di un disco ben suonato, talvolta anche con invidiabile ispirazione. Certo, non è poco, ma mettere a più fuoco gli arrangiamenti non sarebbe stato male… Irlanda o non Irlanda. Da migliorare, invece, e qui non ci sono dubbi, i testi, spesso leggeri in modo eccessivo. Su questo si può lavorare, in attesa che Il Pozzo di San Patrizio decida cosa fare da grande.

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