ADS EP 2015 - Cantautoriale, Indie, Electro

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Un patetismo che non viene superato attraverso l'arte

ADS chiede scusa di essere se stesso, di essere “imbarazzante”: “la verità è imbarazzante (…) io sono imbarazzante (…) chiedo scusa per essere me”. Il problema è che questo patetismo non viene superato attraverso l’arte. Un malcelato narcisismo si riversa sull’ascoltatore senza tramiti estetici degni di nota. Se anche c’è l’intenzione del sarcasmo che i testi talvolta possono suggerire, l’interpretazione non risarcisce del veleno, la sofferenza resta una possibilità inespressa.
Un ep che non va da nessuna parte, non comunica veramente, si ferma un gradino prima di riuscire a instaurare una connessione empatica con chi ascolta. Se la messa a nudo delle proprie debolezze resta una lamentazione fine a se stessa perché dovremmo ascoltarlo?

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La recensione EP di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2015-05-25 23:59:00

COMMENTI (4)

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  • Diotima 6 anni Rispondi

    Di sicuro..ma a mio avviso, quando si critica si deve far capire perché una cosa va bene e perché e se non si tratta di un buon prodotto bisogna argomentare..altrimenti si esprime una mera opinione da bar e non si fa critica musicale.. Mi fa comprendere cosa è buono e cosa non è valido di questo artista? Grazie dell'attenzione ..il dialogo serve a creare senso critico..

  • e.d. 6 anni Rispondi

    Quando si critica si sceglie. Quando si sceglie necessariamente ci si espone. Non mi sembra si possa scomodare la poesia per, ad esempio, un'ipallage del tipo "paranoie depresse". Se la recensione avesse avuto valore nullo probabillmente non avrebbe suscitato interesse. Invece ben contenta di sapere che ha "incuriosito" e spinto ad ascoltare e valutare. Serve anche a questo. Una recensione non è la Verità, ma interpretazione e valutazione. Ovvio che sia opinabile. Il motivo per cui ci si pone alla fine quella domanda è chiaramente espresso. E la domanda rivolta a chi legge cerca risposte, altrimenti sarebbe stata un'affermazione. Perciò ben vengano commenti come quello di silentlistener.
    Non mi sembra, in ogni caso, che "l'universalità stilistica" sia auspicabile (che noia!), trattasi di paradosso in ogni caso (stile=peculiarità).

  • silentlistener 6 anni Rispondi

    Incuriosito dalla recensione, ho approfondito questo ADS. Perché ascoltarlo? Perché racconta se stesso, perché tutti ci siamo sentiti imbarazzati, perché non c'è sempre bisogno di essere eclatanti per dire qualcosa di vero e sentito.
    Mi fa pensare a tanta buona musica, e viene da chiedersi come può essere un live di ADS, lo immagino interessante, per le atmosfere che evoca e per la sua genuinità.

  • Diotima 6 anni Rispondi

    Trovandosi a leggere una simile recensione ci si imbatte in un mero giudizio personale non argomentato da adeguato commento tecnico.. La musica del suddetto ADS potrebbe scimiottare tanto un neomelodico napoletano..tanto un folle avanguardista di musica dodecafonica..ascoltando i brani si colgono, in una atmosfera onirica, testi di elevato spessore con una lirica che assomiglia alle espressioni più nuove della poesia intimistica interpretate con una carica teatrale di chi sa provocare e comunicare in modo viscerale..la musica a tratti tagliente, a tratti epica, a tratti drammatica e a tratti cruda come il più fosco dei sarcasmi merita di sicuro un ascolto più approfondito.. Questa recensione a mio avviso ha valore nullo che non supera il mero parere personale senza raggiungere alcuna universalità stilistica..Gentile recensora, riascolti i pezzi da capo e ci faccia capire di che si tratta!