06/12/2003 di Carolina Capria

Prima
Non si deve fare una scelta, ogni musica racconta un momento, tempera una percezione abbozzata dai sensi, ad ognuna siamo legati da un rapporto esclusivo e totalizzante, ma se fosse necessario farlo, se dovessi eleggere le note che parlano di me, saprei, senza averlo mai decretato, che nome fare. Questo cd mi è arrivato qualche giorno fa, da allora è vicino al mio stereo in attesa di un ascolto che ancora non è avvenuto; il fatto che sia composto da canzoni che ascolto da prima di comprendere cosa fosse la musica per me, ci condanna ad una relazione malata, filtrata dal tempo, dalla memoria e da una lieve sensazione di infedeltà, è per questo che lo sottopongo ad una attesa fatta di sottile curiosità e soffocato timore.

Dopo
L’ ho fatto. L’ho ascoltato.

Un ascolto gradevole, è evidente che ciò che per me era indispensabile è presente: un’ amore della stessa intensità di quello che offro io, una devozione che somigli alla mia, ma il resto dov’è? C’è la stima, la reverenza e l’attaccamento ma non c’è l’audacia che ti fa preferire questa visione parziale, anche per poco, anche di tanto in tanto, alla calda voce conosciuta. Sono certa che sarebbe piacevole assistere ad una loro esibizione, trascorrere una serata a canticchiare quello che solitamente ascolto in silenzio, ma non trovo un motivo per il quale comprerei, per poi cercare, questo cd.

Non c’è una nota che si discosti dalla matrice, una parola che, sulla strada di altri, cerchi il suo passaggio e questo può andar bene per un’occasione ma non giustifica una scelta. Penso che non riascolterò queste canzoni ma se stasera suonassero da queste parti quasi sicuramente andrei ad ascoltarli

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati