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RECENSIONE
07/12/2003 di Luca Bogoni

Prezioso feticcio per i nostalgici amanti del Punk-Rock 77, " the stab discography " raccoglie tutto il materiale prodotto dalla band durante il suo periodo di militanza ( 1988-1995), arricchito da una versione inedita di " Groovy Times " dei Clash. Cd sicuramente imperdibile per tutti coloro che hanno vissuto intensamente la grande carica eversiva del punk-rock di quegli anni, per chi è cresciuto tra fanzines indipendenti e piccole rivoluzioni domestiche,per chi ha amato in modo viscerale Clash e Ramones; Insomma per tutti coloro che hanno davvero creduto che, anche in Italia, fosse finalmente possibile proporre un certo tipo di musica e hanno lottato con i denti per far crescere la vivace scena indipendente di quegli anni. Miglior pregio e più evidente difetto di questo disco resta proprio questo, la patina di nostalgica malinconica che attraversa tutto il disco, che farà inevitabilmente esclamare ai più anzianotti tra i punk-rocker " ah quelli si che erano giorni…" ed invece storcere un po' il naso ai più giovani, decisamente meno emotivamente coinvolti da un progetto che si auto-celebra come un ritratto (piacevolissimo ) degli anni d'oro del Punk-Rock italico. Un punk-rock tuttavia ancora troppo debitore di modelli esterofili ( Clash, Ramones, Stiff Little Fingers ) e senza una reale rielaborazione personale dei contenuti, sino a sfiorare il manierismo ed il tributo puro e semplice. Manca, o meglio è mancato, agli Stab una rielaborazione personale di quel linguaggio e di quel messaggio, messaggio che invece altri gruppi italiani ( Gaz Nevada, Rats, Rough ) hanno saputo far proprio e riadattare al contesto storico-sociale italiano, senza tuttavia perdere totalmente di vista il modello esterofilo. Al di là di tutto ciò, il disco non può non affascinare grazie ad episodi come " carnevale di pazzi " , " tempi moderni " o " Punk 77 ", brani sintetici, incazzati ed ironici che, come solo il punk-rock sa fare, arrivano dritti al cuore ed allo stomaco. Nei primi brani del disco, la presenza dell'occhio critico ed indagatore della band nei confronti dei conformismi e dei tic della società contemporanea, offre un piacevolissimo esempio di Punk Militante in piena sintonia con la tendenza del periodo, purtroppo ormai disgraziatamente dimenticata dai gruppi contemporanei. L'unica lezione estrapolabile da questa Antology riguarda non tanto il sound o le singole composizioni, bensì l'attitudine e l'approccio al concetto Punk: Ed è questo che i neo-punkrockers devono imparare. La carica rivoluzionaria e socialmente critica del Punk non va dimenticata. Smettetela di parlare di masturbazione e di festini tutta birra e tette, di pippe mentali da adolescenti sfigati e di rifugiarvi nel Punk semplicemente perché apparentemente semplice da suonare. Se non avete niente di particolare da dire, fate qualcos'altro. " Punk 77 the Stab Disography " è un ottimo esempio di attitudine Punk finalizzata all'espressione di concetti, idee e posizioni precise nei confronti del mondo e di sé stessi. Ma quei tempi sono ormai lontani.

Tracklist

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