Il Mare Verticale Uno 2015 - Psichedelia, Pop, Post-Rock

Uno precedente precedente

Un debutto nel complesso buono, molto tranquillo

Asciutto ed essenziale, “Uno” è il classico album notturno capace di avvolgere il tuo piccolo emisfero personale che ti ritagli tra il letto e il sonno, quello in cui fai il resoconto della tua giornata e dei tuoi sentimenti, quel piccolo frangente temporale a cui fai accedere solo pochi eletti e figurarsi se sono album di debutto.

Il connubio stilistico è ambiguo ma al tempo stesso affascinante; con delle spiccate leggiadrie dream pop, Il Mare Verticale ha tirato fuori un primo ep decisamente fuori dagli schemi convenzionali del post rock, la maggior parte delle volte strumentali o con testi in inglese. Qui si è scelto di cantare in italiano, senza sfociare in una complessa e dilungata psichedelìa elitaria facendo così risaltare un’amalgama tra voce e strumenti ben riuscita e con una proporzione molto equa dei due momenti.

“Tokio” è un opening intimista, un po’ come “Elaborando”, che parte onirica ma che improvvisamente si accende con delle ritmiche e chitarre tirate fino a sfociare nelle classiche aperture strumentali che riportano il treno sui binari del post rock più tradizionale.
“Spuma” è lieve, un piccolo omaggio ai Cocteau Twins che si evolve in una leggera psichedelica in outro, resa ancor più surreale dalle tastiere; strumento chiave anche di “Presente”, pezzo che fa capolino in punta di piedi, evolvendosi in tutta la sua durata diventando impetuoso, violentemente dolce fino alla fine.

Un debutto nel complesso buono, molto tranquillo, ma che risente di quel pizzico di coraggio e colpi di testa in più che ne hanno fatto pagare le spese ad un pezzo come “I non luoghi”, dalle grandi potenzialità poco sfruttate.

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La recensione Uno di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2015-07-14 00:00:00

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