Hey Saturday Sun VHS 2015 - Pop, New-Wave, IDM

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Blockbuster ha riaperto in Italia: andate a noleggiare "VHS".

È affascinante come certi album si modellino intorno alla nostra esistenza giorno per giorno e ci rendano più sensibili verso molte cose di cui normalmente non ci accorgeremmo perché persi all'interno di una nuvola di pensieri banali.
Hey Saturday Sun fa musica per i viaggi: quelli che implicano spostamenti di migliaia di chilometri, quelli che sono solo passeggiate attraverso gelidi centri urbani durante mattine nebbiose e soprattutto quelli che si realizziamo all'interno della nostra mente appena prima di addormentarci.

Con i suoi 40 minuti "VHS", ep prodotto da Dreaming Gorilla Records, si inserisce perfettamente nella serie delle OST del tragitto casa-lavoro e, a pensarci bene, sarebbe stata anche la perfetta colonna sonora del periodo delle scuole elementari di un utopico bambino già acculturato musicalmente: mani affondate nelle tasche della giacca di flanella per ripararsi dal vento e poi via a contemplare il finestrino annerito dell’ultimo autobus per tornare a casa sognando i pomeriggi passati con gli amici davanti ai primi videogiochi in 2D.

L'evoluzione inarrestabile dei modelli sonori di VHS ci tiene costantemente sulle spine facendoci però mantenere sempre lo stesso passo. La prima parte dell'ep, realizzata principalmente in digitale, mostra affinità con le sonorità dell'elettronica contemporanea. Ci sono infatti chiari riferimenti a Burial, Boards of Canada e a tutta la corrente più claustrofobica e soffocante dell'ambient e IDM: beat cupi e voci androgine che plasmano atmosfere algide e siderali. Nella seconda parte, grazie anche ad un uso più consistente di una strumentazione analogica vintage, l'opera vira verso il synthpop, ispirato tanto ai migliori 80s quanto alle sigle di telefilm e videogiochi.

Come si evince dai titoli delle tracce, l'ep è destinato ad avere una sorta di narrazione astratta: non esiste infatti un collegamento semantico apparente anche se, trasponendo il tutto nell'ottica dell'artista, possiamo percepire il messaggio di Hey Saturday Sun. Inizialmente ci riporta alla nostra realtà con "Welcome to The Real World" e successivamente richiama gli elementi della nostra infanzia o meglio quella degli odierni 30enni che non troppo tempo fa passavano i pomeriggi a guardare le VHS di Robocop.  

L'IDM è sempre stata caratterizzata da approcci impegnativi e dalla sperimentazione per cui la coerenza non è necessariamente una virtù del genere. Hey Saturday Sun è riuscito a produrre un album estremamente maturo che coniuga perfettamente due realtà opposte ma allo stesso tempo compenetranti. Moderno e vintage coesistono perfettamente e siamo sicuri che, almeno nei nostri ricordi, la videocassetta non morirà mai.

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La recensione VHS di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2015-06-19 00:00:00

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