30/06/2015

Lui è Simone Zampieri, già nella Busy Family, nome d'arte The Leading Guy, come questa canzone qui.
Lei è la canzone folk americana, portatrice di suggestioni lungo un fil rouge che parte da Woody Guthrie, passa da Bob Dylan e arriva fino ai Wilco.
L'altro è quel lungo tragitto che chiamiamo pop: parte dalla sua stessa radice, popular, e si dirama in un vasto campionario semantico che comprende gli aggettivi orecchiabile, familiare, semplice, immaginifico, sinestetico, rarefatto, denso, curioso, accattivante, intimo, universale, bello. Bello.
Da questo ménage à trois nasce “Memorandum”, un disco da aggiungere nella libreria di chi prima di arrivare su questa pagina ha apprezzato in Italia i lavori di Phill Reynolds, Threelakes, Oh Petroleum, Letlo Vin.
The Leading Guy è prima di tutto un cantautore che sa scrivere; solide ballad di voce e chitarra, arrangiamenti mai invasivi, più incentrati sulla ricerca di pochi suoni tondi e belli, così come per la vocalità delicata e talvolta un po' spezzata, a mezza voce, sobria e docile. E se qualche volta sembra di riconoscere quale melodia ascoltata altrove (in “While the dogs are barking” è forte la tentazione di cantare “Save tonight / And fight the break of dawn / Come tomorrow / Tomorrow I'll be gone”) non c'è da preoccuparsi, fa tutto parte della familiarità del pop.
Brani come “Mr Wolff”, “To see as the good sees” sono dei bignami di come si scrive una bella canzone; una prova di grande songwriting, di ricerca melodie ispirate, che contengono al loro interno una tradizione che negli anni si è insinuata anche nel nostro immaginario e che dischi come questo, insieme a quelli dei colleghi già citati, dimostrano che stiamo imparando a maneggiare.

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La recensione The Leading Guy - Recensione - Memorandum di Chiara Longo è apparsa su Rockit.it il 20/07/2019

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