< PRECEDENTE <
album Fine - Garbo e Luca UrbaniIn evidenza

recensione Garbo e Luca Urbani Fine

XXXV 2015 - Rock, Pop, Elettronico

RECENSIONE
20/06/2015

Garbo, tocca ammetterlo, è come il vino buono: invecchiando migliora. Già “La moda”, anno domini 2012 era un bel disco, ma quest’ ultimo “Fine”, nato dall’amicizia e collaborazione quindicinale con Luca Urbani dei Soerba e permesso dal crowdfunding dei fan su Musicraiser, è un disco davvero notevole.
“Fine”, un titolo polisemico che può alludere ai concetti di “raffinato”, “intellettualmente acuto”, “scopo”, “esito” e (sto toccando ferro) “termine della carriera”, possiede innanzitutto almeno una di quelle canzoni, oggi rarissime, che ti costringono a smettere quello che stai facendo per dedicarti al suo ascolto esclusivo: “Che meraviglia”, di nome e di fatto. Come dovrebbe sempre accadere, in campo musicale, è la musica che ti prende per il bavero e ti costringe ad ascoltare il testo, significativamente e opportunamente stringato: il mio personalissimo gusto mi fa evitare la prolissità molesta e sbrodolona di cantautori e rapper (laddove i secondi sono gli eredi dei primi), due facce della stessa noiosa medaglia.

Il clima musicale è quello della rivisitazione degli anni 80 che si impose precocemente durante il decennio successivo: in Italia con i Bluvertigo, negli Stati Uniti con i Nine Inch Nails, in Inghilterra con l’evoluzione del suono di una delle band già protagoniste degli Eighties, ovvero i Depeche Mode. Sonorità diverse, nessuna delle quali “Fine” mutua direttamente. Ma, insomma, il sound è quello: intrecci di elettronica vintage e chitarre (che spesso ricordano Killing Joke, Joy Division e i primi U2), con soluzioni armoniche e melodiche tipiche degli anni ’80. Quello che colpisce è che l’operazione non puzza affatto di sterile nostalgia o di stantio passatismo. Gli arrangiamenti sono di alto livello e di ciò va dato merito ai due titolari, ma spiccano, tra ospiti e collaboratori, i nomi di Alberto Styloo e soprattutto di Mauro Sabbione, il tastierista dei Matia Bazar del capolavoro “Tango”. Oltre a ciò, è essenziale il fatto che, compositivamente, il tasso di grandi canzoni è elevato: finiscono nel novero, oltre alla eccezionale “Che meraviglia” già citata, le ballate “Novecento” (ritornello da brividi), “Allinearsi” e “Stella nera”. 

Un lavoro classico. Che dei classici ha la perenne attualità. Dategli un’opportunità.

Tracklist

00:00
 
00:00
Commenti (2)
Carica commenti più vecchi
  • karuso 19/06/2015 ore 16:15

    ma che bello :D

    > rispondi a @karuso
  • Renzo Stefanel 19/06/2015 ore 23:11

    karuso è bello il disco. :)

    > rispondi a @re
Aggiungi un commento:

ACCEDI CON:
facebook - oppure - fai login - oppure - registrati
Chi ha letto questa recensione ha visto anche:
> PROSSIMA >
Pannello

TOP IT

La top it è la classifica che mostra le band più seguite negli ultimi 30 giorni su Rockit.

vedi tutti

ULTIMI ALBUM

Gli ultimi album con ascolti caricati dagli utenti.

vedi tutti