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RECENSIONE
05/05/2015

Dieci anni di attività sono un traguardo considerevole, qualsiasi mestiere tu faccia. Se poi quello in questione è il musicista, non puoi che essere così felice da voler vivere un esperienza extracorporea al fine di riuscire a dare una pacca sulla spalla a te e a tutti quelli che ti hanno accompagnato in questo incredibile percorso.

"Did Man Invent God" è il settimo album della band di Maranello, prende il nome da un pezzo presente in un precedente lavoro dal titolo "Western Civilization" del 2010, ed è una raccolta con alcuni tra i migliori brani che compongono la loro discografia reinterpretati in chiave intima ed acustica. A completare l’opera, disponibile solo su cassetta e in download in edizione limitata, la cover di “David Bowie I Love You” degli statunitensi Brian Jonestown Massacre e “Sunlight In Her Eyes”.

Quando alle spalle si hanno esperienza e bravura in quantità industriali viene facile reinventarsi e cambiare forma mantenendo un livello non indifferente. Ed è per questo che la nuova versione di “We Cry The Bean’s Life” perde batteria e tastiere mantenendo comunque un ritmo sostenuto, grazie anche alla calda voce di Claudio Luppi che si fonde con naturalezza agli squillanti suoni della chitarra acustica; stessa sorte che tocca a “MTV”, completamente trasformata rispetto al brano contenuto nel precedente lavoro "Candy".
Proseguendo con l’ascolto dell’album appare subito evidente come esso sia attraversato da una doppia anima: una desiderosa di sperimentare e riproporre scenari ed immaginari tipici della psichedelia attraverso sonorità più scarne, ma allo stesso tempo efficaci (“Why Don’t You Leave Me No More” ne è un esempio lampante); l’altra invece devota a ritmi della musica folk e più rilassata (impossibile non immaginarsi su di un’amaca difronte ad un’ambientazione hawaiana durante l’ascolto di “With More Souce”). L’unione di entrambe avviene nella sopracitata “David Bowie I Love You”, alla fine della quale viene istintivo e dal cuore voler sostituire nel titolo il nome del Duca Bianco con un perentorio “Pip Carter I Love You”.

Il quesito posto dal titolo dell’album probabilmente non avrà mai risposta. Ma se lavori come questi sono la diretta conseguenza di dubbi e riflessioni mistiche e non, speriamo vivamente che neanche l’autore riesca a trovare presto la soluzione ai propri interrogativi.

Tracklist

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Commenti (1)
  • Giovanni Papalato 05/05/2015 ore 14:18

    la cassetta con download ,edizione limitata 100 copie la potete comprare ai live dei Pip Carter Lighter Maker o sul sito de la Barberia Records ,qui : http://www.labarberiarecords.com/

    > rispondi a @giovanni.papalato
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