03/11/2015

Trovarsi davanti a sonorità come quelle dei Selfish Cales in Italia è come aver trovato l’Eldorado. Il disco "Throw Your Watch To The Water" è un gioiellino di rock psichedelico che prende spunto molto dalla psichedelia britannica come i primi Pink Floyd e The Animals.

È bene capire che il lavoro della band torinese non è una scopiazzatura ma un vero e proprio progetto autonomo e personale che la band ha messo su ispirandosi a sonorità acide e pop del periodo inglese che va dagli anni ’60 agli anni ’70. Anche la copertina del disco replica onde colorate lisergiche che ricordano quel periodo storico.

I Selfish Cales ci erano già piaciuti in linea generale nei lavori precedenti per questo non ci sorprende la loro buona musica, anzi, sorprende in realtà il fatto che continuino a produrre buoni brani senza ripetersi e senza avere cadute di stile come spesso accade; a differenza dei lavori precedenti nel loro secondo album c’è meno garage e più melodia e psichedelia, con l’implemento di sitar, mellotron, organetti e piani elettrici. Un timone ben diretto quello della band torinese che è riuscito ad arrivare ad un sunto che possiamo definire definitivo e personale. Non ci sono sbavature in nessuno dei pezzi composti e l’esecuzione è buona: ascoltarli dal vivo deve essere una buona esperienza musicale.

Colpisce particolarmente il brano "Soul Mates" ben fatto, pop quanto basta per poter rimanere in testa come una buona compagnia. È un disco pieno di riferimenti al passato ma che non stancano e non sanno di stantìo o di repliche sterili. Per noi sono promossi e possono sicuramente provare strade più impegnative dal punto di vista delle esibizioni live. Palchi grandi per grandi proposte. Sono pronti e non hanno bisogno di nessun suggerimento ulteriore.

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