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RECENSIONE
27/06/2015

L'inquadratura parte dal bagnasciuga, la sabbia è grigiastra e poco pulita, qualche lattina, alghe e bastoni di legno spezzati, il mare arriva lento e riparte poco più veloce, c'è poco vento e la tavola d'acqua più ci si allontana da riva e più è piatta, cielo e acqua sfumano entrambi in un grigio topo angosciante e sconfinatamente tranquillo.

La camera scorre sul pelo dell'acqua e arriva a scrogere una figura piccola in lontananza, è un uomo con il pelo irsuto sulla testa e folto in faccia. Suona in piedi quasi fluttuante, una chitarra elettrica collegata a chissà quale corrente, forse quella delle onde.

Pietro Berselli esordisce con queste quattro canzoni liquide e malnconiche, il suo primo ep "Debole (Senza regole)" mescola chitarra e voce solamente in un post-rock d'autore che esalta il significato e il suono delle parole. Il mare nel disco c'è davvero, nella prima traccia "Mediterraneo" (interamente strumentale) diventa parte integrante dell'arpeggio ed è ineccepibile. Potere alle parole dunque, l'intensità solenne con cui il cantautore bresciano le pronuncia ammicca al più profondo Benvegnù mentre la chitarra con qualche breve delay e distorsione enfatizza di colori i tre brani cantati dell'ep.

C'è da aspettarsi molto da Pietro Berselli, un primo accenno discografico di puro pathos e significato che chiama a seguire un album denso e travolgente. C'è bisogno di significato, sempre, di testi cupi e catartici come questi: "Tu, immensamente insaziabile, ti prego trovali quei mostri di cui parli e mi prendi in giro, mi deludi lo fai sempre, violenta ancora la mia virilità, ma quanto ti diverti?".

Tracklist

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