Daris Bajr Altre cose da capire 2004 - Rock

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Ecco un altro gruppo che non mostra timore o pudore nel definirsi una “pop-rock band”. In effetti la didascalia, nel bene e nel male, è già da sola, autonomamente, una mezza recensione. Difficile proferire parole nuove riscontrando strutture abusate, arrangiamenti codificati, soluzioni invariabili poste a risolvere i medesimi nodi da decenni. Insomma, voce, chitarra, basso, batteria, tastiera, cori, e il resto lo sapete già: stilemi integralmente confondibili con quelli propri di decine di migliaia di altri gruppi blues-rock irregimentati in forme-canzoni sclerotizzate ad esclusivo servizio del cantante di turno. Diciamo che ad insaporire il piatto freddo c’è il cantautore bosniaco Daris Bajraktarevic che, considerata la sua provenienza geografica al di là di ogni sospetto, può almeno permettersi il lusso di scrivere testi animati da un pacifismo non plastico, scevro di sforzato politically correct o facili sofismi; c’è un’attitudine di fondo che attinge con da un certo folk autorale in modo convincente; ci sono fraseggi chitarristici nasali che rinviano piacevolmente ai Dire Straits e c’è un organo che aggiunge, con molta efficacia, un po’ di pepe psichedelico a sprazzi. Da dimenticare, invece, oltre alle pacchianerie metal della nona traccia “Discretamente affettuosa”, anche il booklet, zeppo di grossolane concessioni alla vanità del gruppo, e con una copertina terrificante, che a suo modo, nel voler forse suggerire gli orrori di guerre e carestie, finisce per ricordare involontariamente quella di Untouchables dei Korn. Ma, se quanto sopra può essere francamente considerato veniale, rimane da rilevare inevitabilmente un difetto capitale: dieci tracce per un’ora di durata. Il risultato è un disco privo di leggerezza, che affanna e che decisamente si fatica ad ascoltare fino in fondo senza essere sconfitti dalla prolissità di brani senz’altro ben suonati, ma privi di spunti melodici veramente accattivanti o sorprese che interrompano un contesto musicale fin troppo prevedibile. Pertanto, il tutto si riduce ad una prova senz’altro decorosa, ma ancorata saldamente ai canoni della più collaudata mediocrità.

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La recensione Altre cose da capire di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2004-01-06 00:00:00

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