OoopopoiooO OoopopoiooO 2015 - Lo-Fi, Sperimentale, Elettronica

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Una manna dal cielo per gli amanti del theremin e dell’elettronica contaminata; per tutti gli altri 53 minuti abbondanti di tonificante alienazione.

Mettete per un attimo da parte il nome bislacco e concentratevi sulla musica. Quella degli OoopopoiooO parte da una condivisa passione per il theremin e da lì si sviluppa attraverso meridiani sonori che collegano ectoplasmatici mondi immaginari. L’omonimo esordio di Vincenzo Vasi e Valeria Sturba, infatti, convoglia le intuizioni di una vita e il bagaglio emotivo di una frenetica attività dal vivo all’interno di un progetto che travalica la musica per abbracciare in un battito di ciglia cinema, letteratura e arte visiva.

Esattamente posizionate in un non-luogo sperimentale tra perdizione onirica, sensibilità melodica, follia visionaria e avveniristico cazzeggio le tredici tracce di “OoopopoiooO” si nutrono di elettronica trasversale, post-modernità e tradizione manipolata (giocattoli, violino, glockenspiel, flauto e ukulele) con le fantasmatiche magie di theremin a fungere da filo di sutura. Ben lontani anni luce dall’organicità di un concept-album qui ogni traccia incarna un micro-mondo a sé stante, in uno slancio di didascalismo incontrollato che talvolta sfocia nella più destabilizzante incomunicabilità.

Questa, forse, l’unica magagna di un progetto curatissimo che, ciononostante, rimane curiosamente intrigante nel suo affastellamento di umori e scarabocchi sonori: l’opener “Ricondizionamento” anticipa fin da subito la filosofia creativa del duo, “Dj bimbo” seppellisce la voglia d’Africa sotto una mole di transistor, “How Do You Feel To Be In Love With A Ghost” dispensa pura anarchia ambient-elettronica, “Mandorle” disperde tossine battiatiane dentro il miraggio di un Giappone lontano, “Contrail” si muove come un deviato western funereo in odor di Morricone, la parentesi orrorifica di “Ninna nanna per John Merrick” e quella jazz-onirica (e retrò) di “Crystal ling” introducono, infine, la sacralità cinematografica dello “Stabat Mater” di G.B. Pergolesi e le cromature celestiali della conclusiva “Alba” (che farebbero gola al buon Paolo Sorrentino).
Una manna dal cielo per gli amanti del theremin e dell’elettronica contaminata; per tutti gli altri 53 minuti abbondanti di tonificante alienazione.

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La recensione OoopopoiooO di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2015-06-11 09:00:00

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