17/09/2015

Caro Sconosciuto, come cantava il Tizianone nazionale, io davvero non me lo so spiegare: mi rompi il ghiaccio con una sequela di parolacce così, per sfogarti un po’, perché sei ruock e contro tutto e tutti, poi con “Primavera” diventi un micione romantico all’approccio sul dancefloor, e in “Sempremeno” giochi la carta new wave con spudorata assenza di gusto.

Campione nazionale di lo-fi non intenzionale, col chitarrone di “Gugol” torni aggressivo, ma mi chiedo perché in ogni brano ci sia una seconda voce femminile sempre uguale e totalmente priva di qualunque emozione che i messaggi vocali dei gestori telefonici comunicano di più, e perché i suoni sembrano uscire dal passato remoto di qualcuno che non sa come metterli insieme. Chiudi con “Ex-Post” dove reciti “Ti sembrerà ridicolo aver dato importanza a cosa pensano gli altri di te”: ecco, quindi ti dico che questo disco è di una bruttezza profonda e insindacabile, ma tu non badarci. Non per nulla il tuo album si intitola “Profeta in Patria”, e si sa che nessuno lo è.

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La recensione Lo Sconosciuto - Recensione - Profeta in Patria di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 21/07/2019

Commenti (3)

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  • Marco Calderisi 17/09/2015 ore 10:15 @marco.calderisi.10

    recensione arrogante, maleducata, presuntuosa e insensata che rivela tutta la frustrazione dello sfortunato recensore...che tristezza rockit !!!!!

  • Fuzzo 17/09/2015 ore 13:42 @Fuzzo

    Buongiorno,
    sono Federico Moi aka Lo Sconosciuto
    Potrebbe cortesemente darmi un suo recapito email che le volevo scrivere?
    grazie

  • StellaBurns 17/09/2015 ore 23:58 @StellaBurns

    Il suo tono denigratorio è veramente fastidioso. Non dico che non debba esprimere il proprio giudizio negativo. Il suo lavoro consiste nell'esprimere il suo punto di vista e dare a noi potenziali ascoltatori dei punti di riferimento. Ma qui i punti di riferimento sembrano puri attacchi personali scagliati con un astio distruttivo che non ha a mio avviso giustificazione e non ci raccontano in modo equilibrato il disco. Le stesse cose potevano esser dette senza questo sarcasmo.

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