24/06/2015

Questo ep nasce con le migliori premesse possibili: un musicista eclettico e un dj di quelli bravi che rifanno quattro pezzi di John Carpenter, regista ("Grosso guaio a Chinatown", "1997", "Fuga da New York", "La cosa e Halloween", giusto per citarne un po') e campione del synth, da sempre ispirato dagli arpeggi sinistri dei Goblin o da quelli più eterei di Mike Oldfield, spalmati in colonne sonore notturne e molto evocative. Non a caso Carpenter ha esordito col primo album di pezzi inediti ("Lost Themes" per Sacred Bone Records) a quasi 70 anni.

I Crimea X, cioè Jukka Reverberi (Giardini di Mirò, Spartiti) e DJ Aiello (Ajello, Maffia Soundsystem) hanno pubblicato "Incubo Sintetico", il vinile numero due della serie elettronica di To Lose La Track (su licenza Hell Yeah Rec.), salvando su traccia i pezzi che già portavano in giro negli ultimi mesi di live e hanno fatto un centro esagerato. Gli arpeggiatori, i Roland e i Moog vintage che si mischiano con i beat e i flauti balearic e kraut, formando una combo vincente sia per l'ascolto in solitaria che per la dancefloor. Se "Car Obsession" è tutta un crescendo, "Christine" fa ballare, "Napoleon" ti seduce e "The Fog" ti mette ansia, che poi sono tutte le sfaccettature del lavoro di Carpenter. 

Immaginate di trovarvi in una discoteca degli anni '80, d'improvviso si chiudono le porte, qualche luce rossa e blu, le facce assenti, la notte fuori dalle finestre. Ecco, questo è "Incubo sintetico". Manca il tema centrale di "Escape from New York", il mio personale preferito, ma non stiamo qui a badare al se fosse, il disco è veramente una bomba e vale la pena comprarlo nel vinile rosso fiammante, con la bella copertina di Marcello Crescenzi.

 

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La recensione Crimea X - Recensione - Incubo Sintetico - Crimea X play Carpenter di Simone Stefanini è apparsa su Rockit.it il 24/08/2019

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