18/09/2015

Al curioso nome di [Eravamo] Sunday Drivers risponde un sestetto trentino, di cui le dieci canzoni di “Dentro casa” costituiscono il secondo lavoro in studio. Il ruolo del leone negli arrangiamenti della band lo gioca la sezione fiati, composta da due trombe e da un trombone; questo li avvicina ovviamente a sonorità ska, ma più che nella scia di quello giamaicano o del 2 tone i Sunday Drivers si inseriscono in quella di esperienze post-ska punk come quella dei Meganoidi di metà anni 2000 (quelli di "Outside the loop...", per intenderci). In effetti il gruppo genovese, insieme a qualche altro nome della scena punk rock/ska italica (qualche ritornello a due voci grida Punkreas), è una presenza parecchio ingombrante all’interno del lavoro; è la sua lezione quella che sembra aver formato l’approccio del gruppo alle melodie, tanto vocali quanto dei fiati, e in generale il suo sound. Quello di cui la band avrebe bisogno, quindi, è principalmente un lavoro sul proprio songwriting, alla ricerca di tratti distintivi che lo rendano più personale. Per il resto, da segnalare una certa tendenza a insistere troppo sulla ripetizione di ritornelli e special, appesantendo leggermente l’ascolto, che però nel complesso scorre liscio e senza particolari intoppi o punti dolenti; qualche momento più ispirato (il sapore balcanico di “Cieli della California”, la vivace “Io!”) qualcuno più banale, soprattutto per quanto riguarda i testi (“Game over”), si alternano in un lavoro che, in definitiva, costituisce un ascolto piacevole ed energico la cui pecca principale sta proprio nell’essere ancora troppo derivativo.

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