30/09/2015

Dietro il nome Max Mayall Fine si cela un progetto finalizzato alla riscoperta dei suoni e degli strumenti analogici: un singolo artista che ha autoprodotto, in questa fase del suo percorso musicale, l'album “Now”.
Dieci tracce eclettiche e col giusto carattere: la ricerca musicale del onemanband lombardo si apre con ritmiche ska e la forte presenza di un sassofono; melodie quasi riconducibili al free jazz che brillano fino a raggiungere la somma espressione in "Maharaja", convincente brano che anticipa il giro di boa del disco.
Proprio allo spartiacque dell'ascolto le trame si aprono verso il soft-rock e il mondo latino: un autentico viaggio cantato in lingua inglese che non cala di tensione ma anzi, riesce nella difficile sfida per un'opera prima di ammaliare l'ascoltatore.

Un disco che fa forza sulla coerenza: spaziare fra vari generi mantenedo un filo conduttore ben preciso, magari imperfetto (ritornando al discorso analogico di cui sopra, il disco suona come se non fosse mai stato equalizzato secondo i canoni discografici moderni) ma in ogni caso efficace, è pregio raro nell'attuale panorama.
Non è facile categorizzare la musica di Max Mayall Fine, se non inserendolo fra gli artisti che non riesci ad ascoltare seduto; e tanto basta per rendere “Now” convincente e meritevole di ulteriori sviluppi.

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La recensione MAX MAYALL FINE - Recensione - NOW di Giandomenico Piccolo è apparsa su Rockit.it il 20/07/2019

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