< PRECEDENTE <
album Satira e Sarcasmo - Cronofobia

recensione Cronofobia Satira e Sarcasmo

2015 - Rock, Grunge, Alternativo

RECENSIONE
29/07/2015

Tredici belle canzoni. Questi ragazzi sanno scrivere brani con ambizioni da singolo, anche da mainstream di qualità. Canzoni che funzionerebbero anche solo chitarra e voce, convincenti e orecchiabili (e lo si consideri un complimento); alcune di esse rimangono in testa al primo ascolto, una fra tutte "La storia di chi va per mare".

I Cronofobia sono un power trio, e come per ogni trio ci si aspetta tanto da così pochi strumenti. Provengono dalla Brescia della importante tradizione musicale, tante realtà cui rapportarsi e poi staccarsi, oltre a tutto quello che si ascolta a prescindere dalla propria residenza. E alcuni di questi ascolti sono ovviamente evidenti anche nei Cronofobia; tuttavia, questi riferimenti (soprattutto americani) non sono mai stucchevoli, anzi sono presi come punti di partenza per prendere il largo e raggiungere altri lidi. E si approda a canzoni come "West", atipica riflessiva e ispirata (finale incluso), alla cantabilissima e ottimistica "Meta", o agli unisoni quasi drum’n’bass di chitarra basso e persino voce (bella performance vocale) di "Le miniere di Putunni".

Tante chitarre registrate, forse troppe per un trio, sarebbe bello vedere come se la cavano dal vivo con tanto suono; ma sembra proprio che i Cronofobia non fossero disposti a trattenere le idee: arpeggi stratificati, linee nascoste che si scoprono solo ad un ripetuto ascolto; cosa rara e sorprendente di questi tempi.

Tanto rock sì, si ascolti la martellante "Comunque vada", ma c’è anche del funky in questi ragazzi; intelligentemente spostano continuamente i paletti del genere affinchè il rock/grunge/alternative che si sono scelti rimanga più ampio possibile; è così per le strofe della trascinante "Pazienza", e ancor di più (quasi disco) per "Quando puoi", e per il basso pulsante di "Nuoto".

Si autorecensiscono nella bio della loro pagina di Rockit, e lo fanno correttamente, esprimono misurata autoconsapevolezza, e padronanza dei loro mezzi di scrittura e di esecuzione. Produzione godibile e arrangiamenti studiatissimi; è evidente che c’è un gran lavoro alle spalle di questo suono grosso; solo la voce è obiettivamente un po’ infossata e spesso si fa fatica a seguire il testo; certo, si può intuire che si tratta di una pur condivisibile, rispettabile e anti-italiana scelta stilistica del mix; ma alcuni passaggi di canzoni come "Caffè delle tre" (e la sua bella intro di chitarre), o come "Domani" (e quella bella apertura di suono delle chitarre acustiche), suggeriscono che anche i testi devono condividere con la musica una certa qualità cantautoriale. "Memorie" è canzone a parte, testo non cantato ma recitato su un morbido tessuto ritmico in 6/8. Qui le parole si comprendono a pieno, si parla di una qualche rinascita, di un qualche momento preciso in cui si decide “se la [mia] vita avrà di nuovo un senso o un senso nuovo”. Quindi, un unico suggerimento: pubblicate i testi. I piacevoli slanci melodici di queste canzoni sarebbero un perfetto “vassoio” d’ascolto per le parole.

Tracklist

00:00
 
00:00
Commenti
    Aggiungi un commento:

    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati
    > PROSSIMA >