Kiram & Drunk Butt-Head Street Album 2015 - Rap, Crossover, IDM

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Storia confusa di un viaggio tra sogno e realtà

"Butt-Head" è davvero un rompicapo: da una parte sembra essere un'accozzaglia di pezzi messi a caso in una tracklist, dall'altra ci sono dei temi che ricorrono e che sembrano quasi conferire un senso al caos del lavoro. Non a caso il disco inizia con il brano intitolato "Timmy Turner", protagonista del cartone "Due Fantagenitori", e si chiude con "Dinkleberg", i vicini che il padre reale di Timmy non sopporta. Nel cartone Timmy Turner è continuamente immerso nel suo mondo fantastico e incarna quello spirito sognatore proprio di molti bambini, i Dinkleberg (in guerra con il Signor Turner) rappresentano invece la triste realtà che spegne qualsiasi fantasia. Un viaggio dunque, dal fantastico al reale, nel mondo di due butt-head: Kiram e Drunk.
La realtà però non arriva solo alla fine del disco ma è sparsa un po' ovunque con continui riferimenti al mondo culturale, mediatico, cinematografico, artistico e spirituale. Tuttavia questa non riesce mai ad avere la meglio sul caos che regna nel mondo creato da Kiram e Drunk, caos che domina sia nelle scelte musicali che in quelle stilistiche (proprie del rap). Il risultato è un esperimento non proprio riuscito a pieno e questo è dovuto proprio alle scelte musicali e a quelle stilistiche. Le prime sono davvero un pugno allo stomaco e alla lunga l'eccessiva diversità tra una strumentale e l'altra stanca e anche molto, ascoltare beat classici come quello di "Samsara" e passare dai chitarroni da giudizio universale di "Ezechiele 25-17", ai suoni da club come quelli di "Takeshi Obata" o alla techno di "Dinkleberg" è davvero troppo e sembra di ascoltare brani contenuti in album diversi. Stilisticamente invece il limite è nelle abilità dei due rapper che se reggono il confronto con la tradizione underground o le sonorità più hardcore in altri casi è un mezzo disastro, il riferimento è soprattutto rivolto ai vari flow spezzatino, a molti extra beat mal riusciti e all'uso per nulla efficace dell'auto-tune. Per di più collaborazioni come quelle con Oyoshe o Dekasettimo sono più un punto a sfavore che un vantaggio perché non fanno altro che sottolineare le difficoltà al microfono dei due membri Farnetik.

Nonostante questi limiti c'è da riconoscere il pregio di aver dato un senso al progetto e sinceramente non so quante menti sarebbero state capaci di stabilire un ordine in così tanta confusione. Forse Kiram e Drunk sono dei geni ancora incompresi o forse si tratta solo di coincidenze sparse che hanno dato l'apparenza di una presunta genialità. Per ora il giudizio è meglio lasciarlo in sospeso e aspettare il prossimo lavoro.

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La recensione Butt-Head Street Album di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2016-01-29 09:55:00

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