30/11/2015

Da anni presente sulla scena live con vigore e fermezza, il debutto discografico era solo una questione di tempo, ed è arrivato adesso: Pablo Raster sforna "Art of Dub", la sua creazione, la sua coronazione, la sua sfida. Si sfida perché dal live allo studio il passo non è breve, anzi; sebbene possa vantare collaborazioni altissime come Madaski, Zion Train o Kasia Malenda, il proprio nome sulla copertina è preludio a tutt’altra storia. In questo caso, una storia a lieto fine.

Pablo Raster confeziona 11 tracce assolutamente dub, frutto di anni di approccio al genere e manipolazione del suono in sedi live che hanno come risultato un groove assolutamente personale e originale. Come se non bastasse l’indubbio talento, il produttore italiano prende per mano un’allegra combriccola di amici esperti e navigati nel settore discografico (Barry Isaacs, MrDill Lion Warriah, Sando Paradisi, Natty Sly, Valentina Benavides e Violinbwoy) e si fa accompagnare nella sua personale marcia verso l’affermazione.

Un album concettualmente caparbio, non vi era alcuna certezza che un passo del genere potesse essere un sicuro approdo sulla scena dub, ma invece è esattamente quello che è successo: "Art of Dub" è una bella storia a lieto fine.

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