Finister Suburbs Of Mind 2015 - Rock, Psichedelia, Alternativo

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Riuscito incrocio di stili che sfociano in una psichedelia hard e aggressiva. Manca la canzone killer.

I Finister sono una giovane band fiorentina, che, a dispetto dell’età, mostra influenze che affondano le radici lontano nel tempo e che finiscono per unirsi armoniosamente. Ben mostra le caratteristiche del suono dei Finister il singolo “Bite The Snake”, da cui è stato tratto un video promozionale. Le tastiere prima ricordano quelle del Richard Wright dell’era superpsichedelica di “Saucerful Of Secrets”, poi si lanciano in un assolo di stampo classicheggiante un po’ come amava fare Jon Lord dei Deep Purple: era il lato prog degli hardrockers inglesi ed è pure quello dei fiorentini. Gli interventi di sax, sempre a opera del tastierista Orlando Cialli, hanno qualcosa dello stile di Andy McKay dei Roxy Music, che peraltro tornò di attualità negli anni '80. Basso e batteria appaiono tipicamente rock, così come il suono della chitarra. Il cantato segue lo stile (non la timbrica) di Jim Morrison, ovvero psichedelia bluesy e oscura. Curiosamente, il risultato ricorda una versione più dura, chitarristica ed arrabbiata degli immensi Alice In Sexland, gloriosa band neopsichedelica veneta di fine anni '80, che quasi sicuramente i Finister ignoreranno.
Come quasi tutti i dischi di esordio, “Suburbs Of Mind” mostra urgenza e passione. Ha anche il pregio di mostrare un suono già sufficientemente maturo, che lascia spazio a ulteriori evoluzioni. Ma, come quasi tutti i dischi di esordio, manca della canzone killer, quella che ti si attacca a pelle e orecchie e ti fa venire volta di ascoltare e riascoltare, nonché di cantarla orgoglioso a squarciagola. Magari verrà.

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La recensione Suburbs Of Mind di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2015-10-09 09:30:00

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