Andrea Sgarzi Swallowed by the toy 2001 - Cantautoriale, Pop, Alternativo

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Andrea Sgarzi si è fatto le ossa in formazioni rock locali (The Slang, Mud Bubble, Buzzer) della provincia di Bologna, fino a quando, falliti i progetti con i vari gruppi, non ha deciso di ritirarsi nel suo studio per scrivere e suonare materiale proprio. Nel suo caso, più che di cantautore si può parlare di ‘one-man-band’, visto e considerato che tra le sue mani passano basso, batteria e chitarre varie, oltre al fatto che si è registrato l’album in perfetta solitudine.

La nota positiva, però, non risiede tanto nelle capacità tecniche del ragazzo quanto (ed è la cosa che più conta) in quelle compositive; si tratta infatti di pop-song ben costruite, che mostrano uno spiccatissimo gusto melodico e che strizzano l’occhio a tutta la tradizione inglese. Punto di riferimento principale oltre ai Beatles (ovvio…) sono soprattutto gli Xtc (i Beatles degli anni 80?), facilmente rintracciabile in quei ritornelli allegri e apparentemente semplici che da sempre contraddistinguono ogni lavoro della band di Andy Partridge. In questo senso, emblematico è il caso di pezzi come “The stars of the incapacity ” o “No name man”, quest’ultima squisitamente ‘extisiana’ sin dal titolo. Ma si riconosce anche la vena surreale di Robyn Hitchcock (“Breaking my shell”) o Julian Cope (“Safe”), senza dimenticare le malinconie acustiche del grandissimo Nick Drake (“cymbals will gently ring”).

Per quanto riguarda la liriche, Sgarzi si mostra all’altezza della situazione, raccontando considerazioni sulla società, emozioni varie e l’immancabile difficoltà di rapportarsi col mondo. Il tutto cantato in un perfetto inglese, che rende l’album potenzialmente esportabile anche all’estero. Speriamo quindi che qualcuno si accorga al più presto del talento del Nostro, non solo perché non merita di restare in un ingiusto anonimato, ma anche perché le sue canzoni sono veramente belle e aspettano solo di essere scoperte.

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La recensione Swallowed by the toy di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2004-02-05 00:00:00

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