29/10/2015

Chitarroni gracchianti e atmosfere concitate per "Animali", seconda prova dei NOVALISI, già incrociati precedentemente e qui recensiti. Le coordinate che stavolta ci vengono fornite spaziano fra il rock più classico fatto di suoni ruvidi ("Ma vecchio", "Solita minestra") e brani à la FBYC, urlati ma senza strafare ("Gregge", "Temporale sopra i tetti") poco testo, tanto cuore e un sound che si distribuisce in lunghezza, rallentando solo per aprirsi in respiri più profondi. La batteria corre sempre veloce, galoppando verso le chitarre sempre in primo piano ("Le attese", "Oceano") destreggiandosi bene anche nell'ultimo episodio del lotto ("Ad occhi chiusi"), quello più malleabile ed evocativo, forte di un climax ascendente di strumenti che si intersecano fra loro in danze cromatiche avvolgenti, senza lasciare spazio alle parole, qui assenti e non richieste.

I Novalisi giocano le loro carte passando, anche questa volta, la prova. La cosa che manca, però, è quello slancio in più necessario per lasciare un segno netto, che colpisca davvero al cuore, quel filo di sudore in più che si mescola alla passione fino ad esplodere in ogni pezzo. Speriamo di trovarlo al più presto, magari con il prossimo disco.

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