17/02/2004 di Stefano Cristiano

Cinque tracce dal mood cupo e dal suono fangoso, compatto e sfuocato. Si inizia con “Il mio primo respiro”, caratterizzata da un intro con noise e campioni; giusto un preludio alla interessante “Terapia d’inalazione”, brano verdeneggiante con buon incedere e suono torvo e gonfio, mentre basso e chitarra sembrano avere lo stesso suono e la voce trattata nei ritornelli rimane impressa più delle parole recitate. All’interno di questo brano troviamo poi una delle trovate geniali dell’intero demo; in pratica dopo un paio di minuti abbondanti si fa largo un intermezzo poco definito con rumori di fondo (sembra la ricerca di una stazione radiofonica che si conclude con l’approdo alle note della classica “Per Elisa”) prima di una ‘ripartenza’ con chitarroni stoner mid-tempo. Non male!

La traccia successiva, “Lana”, è forse la migliore del lotto: l’intro è gelido ma l’apertura è ariosa e lancia una bella canzone indolente e al contempo melodica con ritornello (sicuramente il fiore all’occhiello dell’intero cd) biascicato e sofferto, in pieno slancio canoro alla Cristiano Godano.

“Compiacenza” si muove sugli stessi percorsi ma centra un po’meno il bersaglio e dà una lieve ma fastidiosa sensazione di ‘dejà-vu’: i riff sono buoni, ma il brano non decolla e non rapisce particolarmente. Chiude “Il mio ultimo respiro”, outro che completa l’opera in maniera rumoristica e sperimentale.

In sostanza un demo di derivazione grunge, con buona fantasia ‘sonica’ e un po’ di inesperienza nelle melodie, forse un filo troppo Marlene Kuntz/Verdena/Afterhours e compagnia bella, ma tutto sommato un buon demo. In una parola: Sprangascimmia. Per il resto le idee ci sono e tutto sommato anche un certo gusto nel sound, vedremo…
Alla fine rimane una buona impressione: ciò da cui deve guardarsi il gruppo sono alcune cadute nelle liriche, un po’troppo evanescenti ed impalpabili.

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