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album Ora o mai più - Don JoeIn evidenza

recensione Don Joe Ora o mai più

Universal Music Italy 2015 - Rap, Pop, Dance

RECENSIONE
17/07/2015

Su “Ora o mai più” si erano accumulate parecchie aspettative abbastanza difficili da mantenere. Il pop e la dance, da noi, non si accoppiano con la stessa facilità con cui succede in America e l'album di Don Joe si piazza tra l'EDM e Radio Italia con il rischio di non andare bene a nessuno dei due. In alcuni casi alza l'asticella qualitativa rispetto a tutto quello che normalmente sentiamo in radio, ma non sempre.

La migliore è “Come fosse ieri”. Prende un mood di fine anni '80 e lo abbina bene a un testo nostalgico: lo puoi interpretare come il racconto di una ragazza che pensa a un amore finito, oppure a un adulto che si vede invecchiare. La voce di Julia Lenti è al tempo stesso fredda e personale/sensuale. E non è nemmeno una fighetteria alla M83. La statura di Don Joe – che non è certo cresciuto con robe intellettuali tipo Plaid o Matmos – sta nel prendere riferimenti piuttosto grezzi e suoi e produrli, limarli, editarli fino a farli diventare coerenti con quello che ascolti oggi nella top 100 di Billboard. Ha un grande gusto, una cifra stilistica dura, ma al tempo stesso malinconica, che senti in tutto l'album (pure in “Come guarda una donna”, il pezzo pseudo-ragga con Giuliano Palma: non è il migliore del disco ma ha un retrogusto triste piuttosto interessante).

L'altra veramente riuscita è “Le nostre ali”, cantata da Francesca Michielin, una canzone sostanzialmente pop ma dalle sfumature più cupe. “Ora o mai più” cerca la novantata e trasforma Emma nei Culture Beat con sotto una base di Diplo: bello il crescendo iniziale che ti carica più di una Leovinci quando avevi 14 anni, molto bello lo stacco trap; il resto non convince a dovere. La peggiore in assoluto è “Non c'è il cielo”: brutto sia come pezzo dei Negramaro, sia come pezzo dei Negramaro che vogliono fare il verso ad Avicii.

Passando alla parte rap: le produzioni sono tutte impeccabili e la graduatoria è ordinata in base alla potenza degli mc. La coppa se la porta a casa J-Ax con "Peggio di te": un singolo dal tiro pazzesco, il ritornello che funziona perfettamente, il testo intelligente che resta ironicamente in bilico tra arroganza e zarraggine. Secondo posto a "Woodstock" con Clementino & Rocco Hunt, per ovvie ragioni di flow. Terzo a Maruego e "Tutto apposto": una delle tracce più interessanti per come sono abbinate voce, base acida e testo. I Dogo fanno il loro, senza infamia e senza lode. Maglia nera ad Emis Killa.

In fin dei conti, “Ora o mai più” mi piace. L'ho ascoltato e riascoltato per dei mesi, sempre con la consapevolezza che non fosse chissà quale rivoluzione ma che, comunque, avesse più di un pregio. O anche solo uno: prendere un produttore di grande talento e farlo lavorare con voci molto belle. E pazienza se non sempre il gioco funziona.

Tracklist

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