18/09/2015

Per tutti quelli che ascoltano musica e non conoscono En?gma la sua storia potrebbe essere riassunta in questo modo. Un rapper di Olbia che si fa chiamare Salmo pubblica un disco intitolato "The Island Chainsaw Massacre" e questo disco in poco tempo segna per sempre la storia del rap italiano. All'interno del disco c'è spazio anche per qualche featuring, pochissimi in realtà, uno è quello di En?gma che proprio grazie a Salmo porta le sue rime alle orecchie di centinaia di ascoltatori, ovviamente non quelli a cui è rivolta questa introduzione.
Come intuibile questa fortuna è allo stesso tempo una sfortuna, soprattutto se nella vita non desideri fare la spalla e vuoi che la tua arte abbia il proprio spazio ben definito e sia riconoscibile come tale, non usata a sostegno dell'arte di qualcun altro. Ma En?gma non è un gregario, non è Paolo Tiralongo, En?gma è quel cazzo di Aru e da quel 2011 (anno di pubblicazione di "The Island...") ha fatto di tutto affinché il suo nome fosse riconosciuto indipendentemente dalla notorietà del suo compagno di squadra.
A questo punto va fatta un'ulteriore considerazione. L'En?gma di "Anonimi", quello di "Munchies" o "Back On Track" non è lo stesso di "Dedalo", la sua dimensione artistica fino ad oggi è stata in continua evoluzione, non si è mai arresa alla staticità, come Dedalo En?gma è uno scultore e ad ogni tiro di scalpello la sua opera prende una forma diversa: "se c'è roba buena Marcelinho te la recca, io che mischio elettro ed attitudine più reggae, canto pure a volte con 'sta voce sai che stecca, hombre in ciò che faccio la costante è la ricerca". Proprio la ricerca, insieme a studio, dedizione e sacrificio sono la chiave necessaria per comprendere la musica di questo ragazzo. Nei brani tratti dai precedenti dischi il rapper di Olbia è già carico di foga, ha già un flow e una delivery che lo elevano dalla massa, ma quell'En?gma lì non ha niente a che vedere con l'En?gma dei brani di "Dedalo". Il rapper ha raggiunto una bravura tale nella scrittura da riuscire con estrema precisione a concentrare così tanto della propria vita in così poco tempo, senza risultare banale o senza esaurire i temi toccati in quattro rime da bar. Si tratta chiaramente di una capacità fuori dal comune, una capacità che hanno solo i grandi scrittori e che En?gma sta affinando disco dopo disco.

"Dedalo" è un ep realizzato su basi edite, quindi apparentemente un lavoretto estivo fatto tanto per tenere a bada i propri fan. In realtà "Dedalo" è un test, una giro di prova: da una parte si tira qualche somma dall'altra si guarda al futuro. Proprio per questa ragione non è da sottovalutare, perché qui sono contenuti quelli che saranno i caratteri futuri della musica di En?gma. Nell'ep ci sono degli sfoghi ("Manifesto" su tutti: "oyè, non vogliono l'mc con paranoie, volete bell'imbusti che soddisfino le vostre voglie/volete delle troie e non ci sto, per questo mi defilo dall'ambiente e dicono ''sei snob''/snob o poco hip-hop?, oppure belle Bugie Bianche, Olimpiade...i Kaizén però no" ), ci sono delle confessioni (bellissima quella in "Pezzi di me": "senza spago in questo Dedalo, i ricordi che mi cercano vorrei fuggire cavalcando Pegaso/su spiegalo a chi ama e freme, il fatto che non riesco mai a dire manco un semplice ''ti voglio bene''/vi voglio bene...genitori, nonni, amici veri, starò vivo solo se restiamo assieme/e lei, innamorata, allontanata, giuro che t'ho amata e che ti piangerò ogni cazzo di nottata"), ci sono le storie d'amore, l'ironia, la spocchia, il cazzeggio e i ritornelli cantati. E poi c'è "La mia vertigine". Il brano è forse il più complesso dell'intero ep e le ultime parole del testo sono come un crampo notturno: "il cosmo dentro l'iride, parole vivide, un walzer con Osiride, è questa la mia vertigine". Da un lato il trionfo della vita, dell'infinito, dall'altro la morte e dunque la fine. Ma quanto tempo può durare un walzer? E dopo il walzer cosa c'è? Ecco la vertigine di En?gma ed ecco come tutta la sua arte assume un senso investigativo e di riflessione.
Questo il modo con cui il machetero chiude il suo "lavoretto estivo" e anticipa qualcosa di diverso e definitivo: c'è chi i classici li tira fuori al primo o al secondo tentativo, chi ha bisogno di più tempo ma ci arriva comunque.

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