The Hacienda The Hacienda EP 2015 - Rock'n'roll, Soul, Psichedelia

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Cinque pezzi con tutta la carica e la melodia degli Hacienda, più una sensibile evoluzione: un bel biglietto da visita, da mostrare agli inglesi, di quelli che certo non spariscono nel portafoglio

Un ep che apre la seconda vita degli Hacienda, band fiorentina dal 2004 votata al brit-pop e da un anno e mezzo sbarcata fisicamente, armi e bagagli, in terra d'Albione. Vale a dire la Premier League dei generi a loro cari, senza giri di parole, in cui il quintetto toscano approda forte di una grande esperienza (live e non solo) maturata in patria ma con la grandissima incognita dell'underdog, per di più straniero, in una città come Londra che conta giusto quelle ennemila band.

Ma siccome Alessandro Gianferrara e compagni si sono abituati subito a rimboccarsi le maniche (ché per fare musica è inevitabile, che sia qui o là), non si sono certo lasciati intimorire, e anzi con questo extended play omonimo tirano fuori di tasca un biglietto da visita, da mostrare al pubblico inglese, di quelli che certo non spariscono nel portafoglio.

Cinque pezzi, poco meno di venti minuti di musica, in cui c'è tutto: la carica del garage rock (merito anche della "pacca" del nuovo batterista, Gimmy El Helou), gli svarioni caleidoscopici, la melodia da sempre in primo piano nei lavori degli Hacienda. Basterebbe (e basterà) questo per cominciare a dire la propria Oltremanica. Un passo alla volta, certo, come sottolinea giustamente la band, ma di certo il primo è notevole.

E chi conosce bene la produzione del gruppo, e non ha bisogno di presentazioni, non potrà fare a meno di notare l'evoluzione del suo suono, che in questi cinque episodi accoglie più consapevolmente elementi psichedelici (il freakbeat di "North pole" e "Indian love", due perle assolute, e la barrettiana "Dead boy"), di neo-garage ("She's mine at the sun", anch'esso abbondantemente innaffiato di psych) e si permette persino un accenno di Stray Cats in "Too late".

Insomma, una maturazione che si compie e che per gli Hacienda giunge sicuramente (ma tutt'altro che fortuitamente) nel momento più adatto, quello in cui cominciano a giocarsela sul campo delle "grandi". Il minimo che possiamo dire è che facciamo il tifo per loro.

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La recensione The Hacienda EP di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2015-10-21 09:50:00

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