Compilation Collisioni in cerchio - Fromscratch session 2003 - Strumentale, Noise, Jazz

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Già me li figuro quelli della fromSCRATCH che tentano di venirsene fuori con un’idea per una compilation: perché non raccogliere i gruppi in una bella cascina in Toscana per una quindicina di giorni e porli nelle condizioni di sfornare quello che gli pare, di scambiarsi idee e godere della presenza e collaborazione reciproca? Perché poi, una volta registrato il tutto, non scegliere il meglio da questa sessione e metterlo, insieme a tracce di gruppi che condividono le stesse sonorità, nella prima compilation della casa?

Insomma, detto fatto pare! Trovata la cascina (Podere S. Giuseppe di Nipozzano, per chi volesse improvvisarsi pellegrino), arruolate 8 band (anzi 7, visto che l’ottava - gli Zighi Zog Bau - ha preso forma proprio da quest’incontro) e allestito uno studio temporaneo... si parte! E via di sperimentazione, noise, rock, post-rock, jazz, elettronica, rumorismo, rap, marmellata... insomma c’è di tutto, e prestar orecchio è d’ obbligo.

Ogni singolo brano si fa apprezzare in questa deliziosa vetrina, ma concedetemi di fare qualche nome; “Belpaese”, ad esempio, che apre le danze, è subito fantasmagoria sonora. I Jealousy Party, invece, spiazzano per originalità ed eclettismo, tra il rap alla Zulu dei 99 Posse, il rumorismo jazz, l’umorismo demenziale e l’elettronica. Un must.

Gli Zu ci presentano “Solar anus”, una cartolina di 2’ dal passato, con il loro jazz-core che ci fa ricordare i mai troppo compianti Naked City di John Zorn e soci, mentre L’Enfance Rouge ci regalano la più scura e sinuosa versione di “I wanna be your dog” degli Stooges che mi sia capitato di incrociare. Ovvero basso, elettronica ed una minacciosità opprimente, praticamente perfetta.

Gli Uber portano una canzone davvero bella tra sax, voce stonata e trame circolari, al contrario di Ronin, in compagnia di Bugo allo scacciapensieri, che se ne viene fuori con un vecchio canto anarchico italiano in versione acustica.

L’ascolto di questa prima sessione della fromSCRATCH si rivela così un’altalena per il cervello; non solo un vero toccasana, ma anche un’ottima occasione per assaggiare i tutti questi nomi di cui si fa un gran parlare anche sulle nostre pagine. Certo non la si può raccomandare a chi non gradisce le cose genuinamente storte, ma questa compilation non può assolutamente mancare a chi di voi si professa amante del rock alternativo, delle sperimentazioni, delle cose ‘cervellotiche’, dell’arte, della musica italiana, quella sotterranea (come i tartufi) e più in generale della libertà e della voglia di esprimersi.

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La recensione Collisioni in cerchio - Fromscratch session di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2004-03-11 00:00:00

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