Iacampo Flores 2015 - Cantautoriale

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Un viaggio denso dove ogni sentimento diventa racconto e ognuno infine s'innamora.

Mi sono innamorata così tante volte da non ricordare tutti i volti, i luoghi, i momenti oggetto del mio amore. E ogni volta il cuore esplodeva in una manciata di briciole di secondi, faceva puf!, e scompariva per non soccombere. Così, se guardo indietro, vedo una scia lunghissima di emozioni brevi e intense, con fotografie a margine e didascalie imprecise, ed è come se il dolore doveroso di certi istanti si fosse trasformato, col tempo, in uno sfondo sbiadito, in una nostalgia dolce e materna. Quando un sentimento diventa un racconto, è allora che assume forme preziose e delicate, e diventa più leggero perché condiviso: i brani contenuti in “Flores” sono il frutto di questa sublimazione narrativa, sono storie piccole che quando accadono non fanno rumore, sono le parole che misurano la distanza tra vivere e poesia, e sono l’amore che da un singolo cuore che esplode diventa pioggia sottile che bagna un poco ogni cosa.

Il cantautorato profondo, minimale e raffinato di Iacampo si infatua di violoncello e percussioni, si distende nei campi sotto un sole lieve, autunnale, e nonostante l’autunno respira fiori freschi dal profumo che sa di memoria, di case lasciate durante l’infanzia, delle strade che erano nostre e dei visi alle finestre. Le note più semplici racchiudono suggestioni infinite, “Pittore elementare” ha la capacità di disegnare un desiderio con un soffio di tratti e un sassofono, per poi arricchirsi di una materia sonora che pare compagna fidata di una tristezza necessaria. “Palafitta” si lascia catturare da atmosfere esotiche, “Ogni giorno ad ogni ora” è l’esatta inquadratura dell’ultima scena in un club fumoso, con quei tre avventori rimasti ormai talmente presi dalla musica e dal vino da restare fissi a guardare la magia anche quando le luci si spengono.

“Come una roccia” e “Come una goccia” giocano col titolo e con noi che, se nella prima siamo lontanissimi, nell’altra tentiamo di incontrarci, “Flores” chiude senza parole un viaggio denso, dove ogni sentimento diventa racconto, e ogni racconto diventa di ognuno, e ognuno infine s’innamora. È una ruota che gira, è così, una ciclica e sempre inattesa fioritura.

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La recensione Flores di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2015-10-22 10:00:00

COMMENTI (1)

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  • urtovoxlabelepromotion 6 anni Rispondi

    chi meglio di te, margherita g.di fiore, avrebbe potuto cogliere certe sfumature... tanti fiori a tutti e ci vediamo domani a Santeria via paladini 8 Milano per lo showcase di presentazione. ciaooo!!!